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L'intervista

Roma, Edoardo Bove: "Darò tutto per la maglia giallorossa"

Il centrocampista classe 2002 si è raccontato in una lunga interviste ai canali ufficiali del club

27 Maggio 2021

Edoardo Bove

Edoardo Bove in azione (Foto ©D'Offizi)

Ha già esordito in prima squadra ed è uno tra gli elementi più interessanti della Primavera. Edoardo Bove, cresciuto nella Boreale Don Orione, si è raccontato ai microfoni ufficiali della Roma: "Il debutto è un'emozione che ti porti dentro e ci metti del tempo prima di metabolizzarlo per bene. Mi stavo scaldando con Dzeko, quando ho visto che si toglieva gli scarpini ho capito che era arrivato il mio momento. Ho atteso per molto tempo, gli infortuni non mi hanno aiutato e la strada è stata un po' tortuosa. Proprio per questo credo che la soddisfazione sia ancora più grande. Inizialmente ero un po' spaventato, mi sono dovuto operare per una ricaduta al quinto metatarso in estate, nel periodo clou del ritiro. Sono rimasto sul pezzo e grazie all'aiuto di amici e famiglia ho superato quel momento". Il centrocampista scava poi nel passato regalando un aneddoto sul suo primo contatto col pallone: "La prima volta che ho avuto un pallone tra i piedi me la ricordo perché mio padre me la racconta sempre. Tirai fortissimo colpendo sul volto un passante, papà rimase destabilizzato per la potenza. Provengo dalla Boreale Don Orione, una società a cui sono molto legato. Feci un provino con la Roma ma non mi dissero nulla, così mi sono iscritto al campus estivo. Quando sono andato ho trovato Bruno Conti e la dirigenza che mi chiedevano cosa ci facessi lì. Ero un diventato un giocatore giallorosso ma non lo sapevo". Edoardo Bove ha poi proseguito raccontando il cammino nel vivaio romanista ed il suo modo di vivere la città: "Da sogno, il calcio è diventato un obiettivo concreto quando l'ho scelto al posto del tennis. Sostanzialmente mi allenavo sei volte a settimana giocando ad alti livelli in entrambi gli sport. Scelsi il calcio, mentre il mio amico Flavio Cobolli, nella mia stessa situazione, optò per il tennis. Abitando al centro adoro Via dei Fori Imperiali, camminare lì mi piace moltissimo". E sulla maglia: "Negli anni sono riuscito ad amare la maglia della Roma e fare di tutto per lei. Ho imparato ad apprezzare il vero romanismo, i tifosi giallorossi vanno al di là del campo e forse questo a volte viene sottovalutato, c'è una fede dietro che moltissime città al mondo non potranno mai comprendere. Roma è una piazza meravigliosa e per lei darò tutto me stesso". Bove ha infine concluso con un pensiero sul suo idolo e sul futuro: "Mi ispiro a Daniele De Rossi per umiltà e attaccamento alla maglia, anche per le doti tecniche e fisiche. Spero di poter migliorare ed avvicinarmi a lui il più possibile. Il prototipo di centrocampista moderno è quello che s'inserisce e fa gol, ma difende anche. Mi ci rivedo molto perché è importante fare entrambe le fasi, il calcio di oggi lo richiede. Quando hai delle doti innate che ti portano ad inserirti continuamente, devi sfruttarle, per cui cerco sempre di fare ciò che mi riesce meglio e cercare la via del gol. Bisogna continuare ad allenarsi e perseguire la miglior versione in campo e fuori. L'esordio è un punto di partenza per una carriera che spero sia più lunga possibile, è quello che sogno sin da bambino, quello per cui ho lavorato ed è quello che voglio fare".

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