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Lazio, top e flop del girone d'andata. Calori promosso, Adeagbo da rivedere

Prima parte di stagione positiva per i biancocelesti, al comando nel girone b ed in grado di continuare a spingere nonostante i molti infortuni

16 Dicembre 2021

Marco Bertini

Marco Bertini (Foto @ De Cesaris)

Il tanto atteso giro di boa è finalmente arrivato per la Lazio di Alessandro Calori, che ha chiuso il girone d’andata con un netto 3-0 al Pisa. Il bilancio per i biancocelesti ad oggi è sicuramente positivo, visto il primo posto in classifica, seppur provvisorio perché le aquile riposeranno nel prossimo turno ed il Cesena potrebbe scavalcarle. Nonostante ciò comunque il club di Formello può ritenersi ampiamente soddisfatto, visto come i capitolini in questi tre mesi abbiano dovuto affrontare diverse difficoltà. Difatti il tecnico si è ritrovato spesso con scelte forzate, a causa degli infortuni continui avuti dai suoi, ma ha sempre trovato la soluzione giusta ogni qual volta il problema gli si sia palesato davanti. Qualche passo falso è stato fatto, ma ad oggi la Lazio è ancora la squadra da battere, e sicuramente in questo girone di ritorno lo dimostrerà in pieno.

ALESSANDRO CALORI

Chi sicuramente merita di ricevere un voto assolutamente positivo è proprio Alessandro Calori. L’allenatore dei biancocelesti, alla prima esperienza nel campionato Primavera dopo anni di professionismo tra Serie B e C, non ha sbagliato una singola mossa, risultando spesso decisivo nei risultati e nel rendimento della sua squadra. Agli infortuni pesanti iniziali di Marinacci e Castigliani, si sono aggiunti quelli più lievi, ma comunque invalidanti, di Mancino Coulibaly Adeagbo e Shehu. Nonostante ciò il tecnico non si è mai nascosto dietro gli alibi, ma ha sempre messo il lavoro davanti a tutto, al fine di far crescere sia a livello tecnico che mentale i suoi giocatori. Impossibilitato a sfruttare le potenzialità del suo 4-2-3-1 si è spostato su un modulo a due punte, con cui ha trovato una nuova, giusta quadra per raggiungere lo stesso i risultati. L’alternanza tra Tare e Crespi ha fatto bene ad entrambi, con il secondo rivitalizzato nell’ultimo mese e pronto a prendersi la scena nel girone di ritorno. L’utilizzo ampio della rosa, dando spazio a molti elementi, l’esplosione di ragazzi come Ruggeri, De Santis e Moretti, tutte componenti che sottoscrivono la sua grande competenza. L’obiettivo è raggiungere la Primavera 1, e lui lo ha sempre ammesso, non tralasciando mai però il percorso di crescita che devono fare i suoi ragazzi per affermarsi nel calcio dei grandi. Un professionista esemplare, che adesso può confermarsi raggiungendo la massima categoria.

I MIGLIORI

Giocatore sopra età, fascia di capitano e tanta qualità. Queste erano le pressioni e responsabilità a cui era chiamato Marco Bertini all’inizio della stagione e non si può dire che non le abbia rispettate in pieno. Il fantasista biancoceleste è il perno della rosa di Calori, in grado di trascinare i suoi a suon di gol, sette quelli messi a segno, assist e prestazioni dalla grande caratura. Un leader puro, faro totale della manovra, che conosce questo campionato e farà di tutto per riportare in alto i suoi calori. Insieme al diez non si può non sottolineare il rendimento di Fabio Ruggeri. Il centrale difensivo scuola Savio è un pretoriano di Calori, sempre presente, sempre perfetto nell’amministrare la difesa e nel chiudere gli avversari. Un prospetto importante, che nell’anno in cui avrebbe solamente dovuto assaporare questa categoria per poi viverla da protagonista nella prossima stagione, non ha sbagliato nulla. Mauro Bianchessi docet, e questa volta davvero bene.

I RIMANDATI

Di certo in questo squarcio di campionato ci si poteva aspettare molto di più da Mirko Mancino. L’esterno d’attacco di Calori aveva iniziato alla grande la stagione, decidendo la sfida di Perugia. Il suo apporto si era visto poi anche nelle sfide contro Crotone, Ternana e Reggina prima che l’infortunio lo fermasse. Successivamente qualcosa si è inceppato, anche se comunque nel complesso il rendimento è sicuramente sufficiente. Mancino difatti ha realizzato cinque reti, ma l’impressione è che in alcune delle ultime partite, Spezia e Frosinone su tutte, potesse essere maggiormente decisivo. Le qualità di cui dispone non sono assolutamente in discussione, e proprio per questo è lecito aspettarsi sempre qualcosa in più da uno come lui. Nonostante ci sia scritto rimandati, per Enzo Adeagbo invece bisognerebbe parlare di bocciatura. Il difensore centrale classe 2002 ha reso all’esatto opposto rispetto a Bertini, non riuscendo a garantire quella maturità richiesta ad un over della categoria. La difesa è sempre stata saldamente in mano al suo compagno di reparto Ruggeri, di due anni più piccolo, con Giacomo Santovito, che quando chiamato in causa non lo ha mai fatto rimpiangere. Una prestazione quasi disastrosa a Salerno, insieme a tante uscite deludenti e poco affidabili che da un elemento come lui non ci si aspetta. Nel girone di ritorno è obbligatorio invertire la tendenza.

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