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Lazio, top e flop del girone d'andata. Milani perfetto, poco supporto in attacco

Una stagione di gran lunga positiva quella della Lazio di Salvatore D'Urso, quasi impeccabile tra casa e trasferta ma con un paio di aspetti da migliorare

20 Dicembre 2021

Abbraccio Lazio

Abbraccio Lazio (Foto © Torrisi)

Stagione sicuramente molto positiva fino ad ora per la Lazio di Salvatore D’Urso, saldamente al secondo posto con una distanza da recuperare su Roma e Benevento, ma anche con una partita in meno. Ventisei i punti raccolti in undici gare, un bottino importante, che mette in chiara evidenza le qualità di questa rosa. Dopo un inizio perfetto dal punto di vista dei risultati, anche se meno sul piano del gioco, le aquile hanno leggermente scricchiolato a Benevento, per poi aprire un conto di otto risultati utili positivi. Un percorso di crescita e maturazione importante, che ha raggiunto il culmine al derby. Nella gara di Trigoria i biancocelesti hanno letteralmente dominato dal punto di vista della fluidità di gioco, non riuscendo a portare a casa i tre punti, ma esprimendo comunque un gran bel calcio. Il passo finale, quello decisivo, perché qualora la Lazio dovesse riuscire a trovare la giusta chimica tra qualità e quantità, allora si candiderebbe seriamente a prendere lo scettro del girone.

PROMOSSI

Senza ombra di dubbio l’aquila che è riuscita a spiccare il volo più di ogni altra risponde al nome di Alessandro Milani. Il terzino sinistro sta conducendo un’annata ai limiti della perfezione, tanto da essersi conquistato persino la titolarità nella nazionale di Bernardo Corradi. Prestazioni eccelse, tanta corsa e qualità da vendere, che lo rendono uno dei profili più pregiati dell’intero settore giovanile capitolino. Oltre i due centri messi a segno, quello che più impressiona è la capacità di scardinare costantemente le difese avversarie, creando potenziali occasioni per i suoi. Una crescita incredibile, e forse il meglio deve ancora venire. Se Milani da un lato è stato il volto della Lazio di D’Urso, d’altro canto non si può negare il grande apporto di Marco Oliva. Il centrocampista è il faro della mediana biancoceleste, con lampi di classe spesso espressi in mezzo al campo come solo i migliori sanno fare. Un punto di riferimento per la squadra, in grado sia di essere efficace in fase di recupero, sia di orchestrare le giuste mosse offensive per trovare la via del gol. Una pedina imprescindibile, che sicuramente darò il suo contributo per questa seconda parte di stagione.

RIMANDATI

Per quanto la Lazio ad oggi occupi la seconda piazza in campionato, ed abbia vinto quasi tutte le partite affrontante, il giudizio sul piano del gioco non può essere molto positivo. Le aquile hanno mostrato una grande concretezza, imponendo la loro superiorità anche in partite in cui non hanno spiccato. Spesso però qualcosa è sembrato mancare, anche se le ultime prestazioni danno un nuovo incoraggiamento. Difatti, escluso il pareggio spento di Crotone, i biancocelesti hanno ingranato un’altra marcia dopo il derby, con due vittorie perfette contro Salernitana e soprattutto Napoli. La chiave è sempre quella:  abbinare la qualità alla quantità, e se mai dovesse succedere sarà un problema per tutti gli altri. Un altro aspetto da rivedere nella seconda parte del campionato per D’Urso è il reparto offensivo, in cui gli uomini scelti a supportare Brasili là davanti non sono stati sempre convincenti. Al di fuori dello scuola Savio Massimo Bigotti- sotto età, già in rete che si è ormai preso il posto da titolare- gli altri elementi della rosa per ora hanno deluso. Sicuramente ci si aspettava molto di più dalla coppia Giubrone-Di Biagio, entrambi molto discontinui e spesso assenti in larghi tratti delle prestazioni dei capitolini. Gli stessi Di Porto e Di Nunzio, quando chiamati in causa, non hanno sempre risposto presente, mettendo in campo perfomance talvolta positive ma lasciando intravedere alcune lacune sulla profondità della rosa nel pacchetto offensivo. Un problema che il tecnico dovrà risolvere a partire da gennaio toccando le corde giuste, altrimenti nel rush finale potrebbero esserci maggiori difficoltà.

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