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La storia tra la Roma e i suoi fiori prosegue: rinnovo per Bove, Darboe e Zalewski

I tre gioielli della Primavera dello scorso anno, da questa stagione in pianta stabile in prima squadra, hanno prolungato il proprio rapporto con il club giallorosso

 

29 Dicembre 2021

Bove e Zalewski

Bove e Zalewski ©D'Offizi

Prosegue il matrimonio tra Edoardo Bove, Nicola Zalewski, Ebrima Darboe e la Roma. I tre giovani della Primavera di Alberto De Rossi sino allo scorso anno, ora in pianta stabile in prima squadra, si sono legati ancora ai colori giallorossi. I due classe 2002 hanno firmato fino al 30 giugno 2025, il centrocampista gambiano fino al 30 giugno 2026. "Il prolungamento di questi contratti è esemplificativo della politica adottata dal club per i suoi giovani", ha affermato il general manager Tiago Pinto. "La società continuerà a scommettere sui suoi ragazzi, tutelandone il processo di crescita e trasmettendo loro la cultura del lavoro e il valore dell’umiltà. Mi auguro inoltre che questi rinnovi possano rappresentare uno stimolo per tutti coloro che dedicano le proprie energie al settore giovanile della Roma e che questo sia solo l’inizio di un percorso ricco di soddisfazioni". I tre ragazzi si sono raccontati ai microfoni ufficiali del club.

EDOARDO BOVE
"Ad un certo punto ho dovuto scegliere tra calcio e tennis, non so se ho preso la direzione giusta (ride, ndr). Quando mi allenavo nei campetti di Trigoria spesso mi capitava di guardare la prima squadra sognando un giorno di essere con loro. Poi è successo davvero. Pochi minuti prima del debutto, quando mi hanno chiamato per andare a riscaldarmi ho fatto una delle corse più veloci della mia vita. Mourinho? La prima volta mi ha messo un po’ di soggezione, uno è abituato a vederlo in tv, alzare coppe, ce lo siamo ritrovati lì davanti pronto per allenarci. A noi giovani ci ha fatto sentire sin da subito parte della prima squadra, è stato importante. Per me la Roma è e sarà sempre casa".

EBRIMA DARBOE
"Ero di ritorno da un provino con la Virtus Entella insieme al mio procuratore, ad un certo punto mi ha detto che sarei dovuto andare a Roma per un provino. Ho chiesto spiegazioni, non avevo capito che fosse con l’As Roma, non ci credevo. Prima dell’esordio Fonseca mi aveva detto di farmi trovare pronto, io un po’ me lo aspettavo, Villar non stava benissimo. Un grande sogno realizzato. Poi in campo contro il Manchester United, una settimana particolare. Appena sono entrato Pogba mi ha chiesto se fosse la mia prima partita, l’ho rassicurato rispondendo che avevo esordito qualche giorno prima (ride, ndr). Quando è arrivato Mourinho e l’ho salutato per la prima volta gli ho chiesto se fosse davvero lui. Per me la Roma è famiglia”.

NICOLA ZALEWSKI
"Fino a qualche anno fa eravamo noi ad aspettare i giocatori fuori Trigoria, adesso qualche bambino ci chiede le foto, è un’emozione difficile da spiegare. A me Fonseca non aveva detto nulla, è successo tutto all’improvviso. Quando il secondo mi ha chiamato per andare a scaldarmi ho chiesto se ce l’avesse davvero con me. Mourinho? Ti trasmette una carica che personalmente non ho mai ricevuto da nessun altro. La Roma è quella cosa che se ti entra dentro da bambino ti rimane per tutta la vita"

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