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Lazio, uno sguardo al futuro. Il 2022 sarà l'anno di Massimo Bigotti?

Sprazzi di luce importante nel finale del girone d'andata per Massimo Bigotti, che con il nuovo anno punta a prendersi i biancocelesti

13 Gennaio 2022

Esulta la Lazio

Esulta la Lazio (Foto © Torrisi)

Un campionato spettacolare, emozioni a non finire, con una vetta che non sembra appartenere a nessuno, ma settimanalmente lo scettro passa in mani diverse, senza trovare un padrone stabile, duraturo. Il girone c degli allievi nazionali non ha ancora dato i suoi verdetti definitivi, anche se è da subito molto chiaro quali siano le pretendenti principali. Nonostante le outsider Lecce e Napoli il primato sembra essere conteso tra Benevento, Roma e Lazio, con i biancocelesti ad un solo punto di distacco dal duo giallorosso, ma con una partita ancora da giocare così come i cugini. D’Urso sa benissimo che la sua squadra ha tutte le carte in regola per trionfare nel girone, cercando poi di arrivare più in fondo possibile nelle fasi nazionali. Le aquile per ora hanno trovato in Alessandro Milani e Marco Oliva i loro leader, uomini chiave di difesa e centrocampo, ma il nuovo anno potrebbe vedere una svolta anche nel reparto offensivo. Difatti l’allenatore dei capitolini nella parte finale del 2021 si è affidato molto a Massimo Bigotti, classe 2006 che ha scalato le gerarchie a suon di ottime prestazioni fino a garantirsi il posto da titolare nelle ultime uscite. Il prodotto del Savio è un elemento fisso della rosa laziale, e nonostante sia sotto età sta mettendo in mostra tutte le sue doti. Dopo un inizio di stagione in cui gli venivano concessi solo pochi spezzoni, con la buona performance di Ascoli, ma soprattutto il suo primo sigillo che ha chiuso la sfida con il Cosenza, ha cambiato ogni tipo di discorso. Difatti D’Urso ha cominciato a concedergli sempre più spazio, lanciandolo persino dal primo minuto nel derby contro la Roma della settimana seguente. Dopo aver ben figurato nella gara di Trigoria l’attaccante biancoceleste ha trovato la sua seconda gioia con la Salernitana, per poi ripartire dal primo minuto nel match tra i capitolini ed il Napoli. Un processo di crescita importante, frutto della capacità del giocatore di essere pericoloso nei pressi dell’area di rigore, e di saper svariare su tutta la trequarti. Nonostante abbia la caratteristiche dell’attaccante puro, quest’anno è stato spesso impiegato da seconda punta, ricoprendo bene anche il ruolo di esterno quando richiesto. Un prospetto sicuramente importante, che non sembra sentire il peso dell’anno di differenza con gli altri, nella speranza che esploda definitivamente, divenendo l’arma in più di questa Lazio nella seconda parte di stagione.

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