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L'Ascoli ferma i campioni: una prova da applausi per l'ex Tor Tre Teste Camilloni

Il capitano bianconero, cresciuto al Candiani, si è reso protagonista di una prestazione da vero leader

08 Febbraio 2022

Camilloni

Camilloni con la maglia della Tor Tre Teste (Foto ©Cippitelli)

Davide contro Golia. L'Ascoli contro la Roma. Al Di Bartolomei va in scena una gara dal risultato scontato: il gruppo dei 2004 bicampione d'Italia (in Under 15 e Under 17) contro il fanalino di coda che nelle prime sedici gare aveva raccolto la miseria di 16 punti. Il fondo toccato e raschiato una settimana fa nella sfida contro il Genoa (tra l'altro squadra battuta lo scorso anno in finale proprio dalla Roma) terminata con il risultato di 10-0 in favore dei liguri. Insomma, a Trigoria ci si aspettava una vera e propria mattanza. Il match però inizia con la formazione guidata da Berti schierata con un difensivo 5-3-2 volto a contenere la qualità dei padroni di casa. Nella prima mezz'ora la Roma fatica a trovare il pertugio vincente a causa di un'attenzione difensiva invidiabile da parte di chi ne aveva presi dieci sette giorni prima. La goleada subìta dai rossoblù ha scalfito l'orgoglio e l'anima di un Ascoli che il match contro la formazione capitolina lo vede come un derby. Tanti i giovani cresciuti nei settori giovanili delle società dilettantistiche laziali. Da Cozzoli della Lodigiani a Di Marcello e Mazzotta ex Savio, fino a Gennari dell'Urbetevere, Corvino e Camilloni della Tor Tre Teste. E insomma dicevamo la Roma non riesce ad abbattere il muro bianconero, tanto che Giuseppe Scurto effettua tre sostituzioni all'intervallo per dare una scossa ai suoi. Fuori uno spentissimo Gante, emblema delle difficoltà giallorosse nel trovare un centravanti di livello (eccetto Padula, chiaramente, ormai in pianta stabile in Primavera), ma questo sarà oggetto di un ulteriore approfondimento), dentro Koffi. Rilevati anche Francesco D'Alessio, di fatto il più pericoloso dei primi 45', insieme a Joao Costa, per far spazio a Ruggiero e Ciuferri. La Roma attacca ma l'Ascoli resiste. Scurto continua a cambiare inserendo Mbunya - a proposito di problemi offensivi - e poi anche Lilli, ma niente. La Roma attacca, a testa bassa, il secondo tempo è un vero e proprio monologo dei giallorossi che però si dimenticano di chiudere il discorso sotto porta. Il merito? Di un atteggiamento difensivo encomiabile della formazione bianconera. Non solo a livello tattico, con la linea a cinque di Berti a meticolosamente a protezione di Palmieri, ma anche e soprattutto per il desiderio di non prendere gol. Di restare aggrappati a quello 0-0 con le unghie e con i denti. E allora Di Marcello, cresciuto nel Savio e con un passato alla Viterbese, a dettare i tempi delle ripartenza e fare filtro davanti alla difesa, insieme a Graziano e soprattutto Mazzotta a fare legna in mezzo al campo. Corvino sulla destra a contenere Falasca e Liburdi in maniera quasi eroica, non da meno Cozzoli sulla sinistra. D'Alessandro e Gennari a lottare con tutta la difesa di casa. Dulcis in fundo il pacchetto dei tre difensori centrali: Bernardini schierato centralmente, il fuori quota e vice capitano Placidi a destra e soprattutto Manuel Camilloni come braccetto di sinistra. Il capitano, che capitano e leader era anche alla Tor Tre Teste, si è reso protagonista di una prestazione da applausi per voglia, determinazione, tempistiche di intervento e decisione nella guida della retroguardia. Se dovessimo sintetizzare la sua prova in un'azione, sceglieremmo senza dubbio quella maturata ad una manciata di minuti dalla fine. Il neo entrato Lilli lavora alla grande un pallone al limite dell'area (spostato sulla sinistra) e girandosi serve nel corridoio Koffi che controlla e calcia a botta sicura. Palmieri difficilmente sarebbe riuscito ad arrivare su quella conclusione, ma il dubbio continuerà ad aleggiare su Trigoria, perché ci ha pensato la scivolata di Camilloni a deviare il tiro in corner. L'esultanza come se fosse un gol, la gioia come se fossero tre punti. Alla fine dei conti è stato "solo" uno, ma nel cuore di Camilloni e compagni è valso per cento. 

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