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Dal Vescovio al sogno Serie A: Sacha Di Tosto racconta Emanuele Valeri

Il dirigente biancorossoblù, insieme a due ex compagni del terzino classe '98, ci ha raccontato il percorso di Valeri

16 Settembre 2022

Emanuele Valeri e Sacha Di Tosto

Emanuele Valeri e Sacha Di Tosto

Proprio pochi giorni fa vi abbiamo raccontato la storia di Simone D'Uffizi, classe 2004 della Viterbese che domenica ha segnato il primo (e anche il secondo) gol nel professionismo. Nonostante le delusioni e la mancata fiducia nei suoi confronti, a gomiti alti è riuscito a ritagliarsi uno spazio decisamente importante. Una storia simile, a proposito di primi gol nel professionismo - e che professionismo - ci arriva da Emanuele Valeri, il terzino classe 1998 che ha permesso alla Cremonese di fermare la capolista Atalanta in Serie A. Ha spiccato prendendo slancio dall'Atletico Vescovio, non senza aver vissuto prima cocenti delusioni. Nell'anno in cui avrebbe dovuto entrare a far parte del settore giovanile della Lazio, il club biancoceleste decide di non riconfermarlo. Allora torna nei Dilettanti, precisamente all'Urbetevere dove però non riesce ad imporsi. "L'ho visto in un'amichevole dell'Under 19 Regionali al Sacerdoti e francamente ne sono rimasto subito colpito, nonostante in società non tutti fossimo sicuri delle sue doti - ha esordito Sacha Di Tosto, dirigente dell'Atletico Vescovio che poi ha proseguito raccontando il percorso di Valeri - In un modo o nell'altro decidemmo di prenderlo, ma all'inizio della stagione successiva non partiva da titolare, anzi nelle prime gare non giocava proprio. Poi ricordo un infortunio del terzino per l'appunto titolare ed il mister gli inizia a dare fiducia. Da lì in poi non è mai più uscito dal campo. In poco tempo divenne un elemento fondamentale, sia per la prima squadra che per l'Under 19 tanto da disputare il doppio impegno sabato e domenica. In Eccellenza si mise particolarmente in mostra, sotto i preziosi consigli di mister Galli. L'estate successiva tornò all'Urbetevere per la fine del prestito e da lì al Rieti. Un campionato vinto in amarantoceleste, poi Lecce, Cesena e Cremonese". Sacha Di Tosto è poi sceso nel dettaglio delle sue caratteristiche: "Dal punto di vista del campo credo che le doti atletiche siano quelle che più lo esaltano, ha un'accelerazione incredibile. Il tutto abbinato ad una tecnica niente male. Quello che più mi preme sottolineare è però la sua attitudine comportamentale. Parliamo di un ragazzo eccezionale con una meravigliosa qualità che purtroppo non tutti hanno, l'umiltà. Dopo l'esordio in Serie A allo Stadio Olimpico ci siamo incontrati fuori dallo stadio, ero più emozionato di lui. Ci siamo risentiti anche dopo il gol di domenica contro l'Atalanta. Resta sempre con i piedi per terra, da lui non sentirete mai una parola fuori posto da questo punto di vista. E poi ha uno spirito di sacrificio e di abnegazione incredibili. Anche in passato spesso è passato in società per un saluto e si è fermato a parlare con i ragazzi. Lui raccontava il suo percorso, sembrava di sentire un cinquantenne con venti anni di Serie A sulle spalle... E loro gli rispondevano che lo avrebbero comprato al Fantacalcio (ride, ndr)". Di Tosto ha poi concluso con un messaggio indirizzato ai tanti giovani che disputano il campionato di Under 19: "La storia di Emanuele credo sia emblematica. Ovviamente sappiamo bene come, in generale, siano pochissimi i ragazzi che riescono ad affermarsi a certi livelli, ma lui si è riuscito a mettere in mostra tra prima squadra e Juniores, a dimostrazione che quest'ultima categoria non è, come tanti dicono, il cimitero degli elefanti". Dopo le parole di Sacha Di Tosto, siamo andati a raccogliere le testimonianze di due ex compagni di Emanuele Valeri.

"Ricordo benissimo quando arrivò all'Atletico, c'erano due terzini prima di lui nelle gerarchie, ma nel giro di qualche settimana conquistò la titolarità. Eravamo un bel gruppo di amici, oltre che uno spogliatoio compatto e unito, quindi spesso si usciva insieme. Noi più grandi già sapevamo che non avremmo mai mangiato con il calcio, lui invece ci credeva e già dai tempi era un professionista per stile di vita e approccio agli allenamenti - ha detto Lorenzo Dalla Palma, che poi ha concluso - Per il resto sono d'accordo con Di Tosto, credo che la sua umiltà sia un vero e grandissimo punto a favore". Successivamente ha parlato Angelo Ciampini: "Personalmente ero uno dei compagni di squadra più anziani, nonchè capitano. Lottavamo per salvarci ma lui spingeva come un forsennato senza sosta, allora spesso lo richiamavo alla fase difensiva. Quello che più mi ha impressionato di lui è la capacità di calciare in porta, ha un tiro davvero potente. Mi accodo a quello che hanno detto il direttore e Dalla Palma: umiltà ed educazione sono due dei punti cardine di Emanuele. Anche fuori dal campo uno splendido ragazzo". 

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