l'approfondimento
Roma, Arena è davvero un predestinato? Alla scoperta del 2009 che ha fatto la storia
Un gol al primo pallone toccato e gli occhi di tutto il mondo puntati, ma è davvero il fenomeno di cui tutti ora parlano?
Sono due giorni che tutti parlano di Antonio Arena, ma è davvero un predestinato? Ve lo raccontiamo noi che lo seguiamo giorno per giorno! Grazie al gol segnato con il Torino è entrato di diritto nella storia giallorossa. È infatti il terzo marcatore più giovane della storia della Roma dopo Amedeo Amadei (16 anni, 3 mesi e 29 giorni) e appunto Antonio che, al pari di Alberto Di Chiara, ha trovato il gol con i grandi a 16 anni, 11 mesi e 3 giorni. Diventa inoltre il primo della sua annata a segnare con un club dei Top 5 campionati europei.
Sì, belli i numeri, ma chi è?
Classe 2009, veste la maglia dell’Australia Under 16 essendo nato a Sydney, ma grazie alla doppia nazionalità ora gioca con la nazionale azzurra: Under 16, Under 17 e ora Under 18. Cresciuto tra le vie di Sydney, muove i primi passi tra l’Ucchino Football e il Western Sydney Wanderers. Nel 2023 poi arriva la chiamata del Pescara. Alla squadra abruzzese bastano una ventina di presenze in Primavera per capire che Antonio è fatto di una pasta diversa: quella dei campioni? Questo ce lo dirà solo il tempo, per ora lo possiamo definire “precoce”, come Camarda per intenderci. Fa parte di quella cerchia di giocatori che, per caratteristiche tecniche o fisiche, arriva prima alla maturazione necessaria per giocare con i grandi.
Questo però non è sempre sintomo di futuribilità assicurata e spesso, quando si dà la colpa ai media di bruciare i giocatori, si sbaglia. Ci sono calciatori come lui che possono arrivare prima a essere formati e poi fermarsi, dovendo riformulare le proprie aspettative. Nei prossimi anni scopriremo quale sarà il futuro di Arena, che prima di arrivare nella Capitale fa il suo esordio in Serie C con il Delfino e diventa, a 16 anni e 25 giorni, il più giovane di sempre a debuttare e segnare tra i professionisti in Italia. Alla corte di Gasperini sbarca in estate e vi abbiamo documentato il gol nella prima amichevole estiva contro l’Unipomezia. L’aver sborsato 1 milione più il cartellino dell’ex capitano dell’Under 20 Leonardo Graziani fa capire che i capitolini ci puntano, tanto da schierarlo in campo subito e con costanza con la Primavera di mister Guidi.
IL CAMMINO IN PRIMAVERA
Molti si aspetteranno di leggere “Antonio sta dominando in lungo e in largo” e invece, fin qui, anche se non ha fatto male, possiamo dire con certezza che non ha dato l’apporto che ci si aspettava. In termini di gol, cinque, e assist, zero, non sta stupendo e nelle 13 gare giocate fin qui (compresa un’apparizione in Coppa Italia Primavera) si è fatto preferire per l’aiuto nella fase di non possesso più che per la cattiveria sotto porta. Gioca bene con i compagni durante il ripiegamento e in pressing corale. Quello che ha fatto innamorare Gasperini sono le sue caratteristiche fisiche e la conclusione potente: davanti al portiere difficilmente sbaglia, ma deve lavorare meglio sul posizionamento e sui movimenti senza palla… praticamente tutto quello che di buono ha fatto nell’ormai storica prima apparizione all’Olimpico.
Il percorso di crescita e la possibilità di arrivare ai massimi livelli dipenderanno molto da come lavorerà sulle carenze mostrate fin qui: deve migliorare nell’occupare gli spazi per farsi servire al meglio dai compagni e far sì che quello con i granata non sia un gol isolato, ma il primo di una lunghissima serie. Le qualità e il talento sono fuori discussione: se si tratta “solo di un giocatore precoce” o di un crack del calcio italiano lo scopriremo presto.