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27 Gennaio 2026
Edoardo Bove in panchina con la Roma ©De Cesaris. Nel cerchio Gabriele Bove di spalle ©La Torre
Pochi giorni fa i tifosi della Roma hanno salutato Edoardo Bove, che dopo aver rescisso di comune accordo con la società capitolina ha firmato un contratto di 5 anni con il Watford. Nella Capitale, però, c’è un altro Bove che si sta facendo spazio a suon di gol e di prestazioni estremamente positive. Nessun legame di parentela con il 2002 allenato da Mourinho, ma un possibile "scherzo" del destino sulla carta d'identità che già fa sognare in grande.
Stiamo parlando di Gabriele Bove, classe 2012, arrivato a Trigoria in estate dopo 4 anni passati con la casacca della Lazio. In questi mesi lo abbiamo osservato da vicino e, durante il suo periodo di assenza per infortunio il vuoto lasciato era ben visibile.
Bove è un esterno d’attacco che può ricoprire tutti i ruoli offensivi. Dotato buona velocità e di un primo passo che spesso gli permette di bruciare gli avversari, onora alla grande il numero che porta sulle spalle… la 10! Non ci azzardiamo a fare paragoni, ma di certo -in questa categoria- vederlo giocare è uno spasso.
Dribbla, si ferma e poi di colpo riparte. Ama arrivare sul fondo e crossare sfruttando le qualità offensive dei compagni, su tutti quelle di Fall Malick (centravanti della rosa e abilissimo a giocare le palle alte, vista la sua altezza). Non disdegna la conclusione dalla distanza, come conferma il primo dei due gol messi a segno nell’ultimo fine settimana nel secco 9-0 rifilato dai ragazzi di D’Andrea alla Sambenedettese.
Se gli si vuole trovare un difetto, è la poca cattiveria sotto porta: spesso, dopo aver saltato gli avversari pecca di altruismo e non “spacca la porta”, ma siamo certi che compagni e staff saranno ben contenti di questo.
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