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Atletico Torrenova: Alicandri si scusa e sì, non è da tutti

Il portiere coinvolto in un episodio di violenza nei confronti di un arbitro ha voluto dire la sua rivolgendosi a tutti gli amanti di un calcio che va risollevato nei valori



Alicandri ©Torrisi

Dopo la presa di posizione della società, sono arrivate anche le scuse da parte di Gianluca Alicandri che in una lettera pubblicata anche sul suo profilo social così ha voluto commentare il suo brutto gesto nei confronti del direttore di gara Di Giuseppe di Frosinone


"E sono qui a pensare e ripensare allo sbaglio di sabato, alla reazione a caldo che ho avuto per mio demerito non riuscendo a focalizzare il momento e a staccare i pensieri negativi familiari di tipo personali con quelli di tipo calcistico, ma la mia più grande delusione è stata quella di infangare il nome della società Atletico Torrenova, una società che mi ha ripreso dopo un anno di stop in cui avevo perso la voglia di giocare e mi ha fatto sentire di nuovo a casa rendendomi parte integrante del progetto e facendomi rialzare la testa capendo che questo è ciò che amo e ciò per cui combatto da quando ero piccolo. Oggi la società mi è stata più vicina che mai anche se poteva benissimo allontanarmi da lei togliendosi il problema di dosso e invece no: mi ha parlato e mi ha fatto capire lo sbaglio che ho fatto in quei secondi in cui ho reagito e ho perso completamente la testa, ma soprattutto mi ha coinvolto in un progetto di reinserimento per farmi capire ancora meglio arbitrando la scuola calcio e per ciò ringrazio ancora una volta tutto lo staff. Chiedo scusa al mondo del calcio che ha assistito ad un sabato nero in cui tutti i sani valori che trasmette sono svaniti e a pensare che sono quiad aspettare che giovedì non mi venga inflitta  una squalifica alta mi viene da piangere  perché a questo sport ho dato tutto, facendo sacrifici su sacrifici, allenandomi sempre, dando il massimo in tutte le condizioni metereologiche e soprattutto con umiltà, rispetto e tanta disponibilità. Infine mi scuso ancora con il direttore di gara che è stato coinvolto in tutto questo".


Un barlume di luce e di speranza in questo "sabato nero", come Gianluca stesso lo definisce, c'è e lo si può scovare proprio in queste parole belle perché umili e sincere. Non è facile parlare pubblicamente  dopo episodi simili in cui si è nel torto, figuriamoci se a farlo è un diciottenne che non solo dice la sua, ma che senza pensarci due volte chiede scusa a tutti, ma proprio a tutti. Non solo, lui stesso ha compreso il suo errore accettando e ringraziando la società che ha deciso di aiutarlo, comprenderlo e rieducarlo anziché lasciarlo allo sbando solo per pulirsi il nome. Ebbene, è proprio qui il punto. Se il clima attorno ad uno sport  denso di valori come il pallone fosse sempre sano e sereno diverrebbe terreno fertile per giocatori con un mentalità positiva come lui, sarebbe fertile per chi, prima che calciatore, è un buon cittadino, educato proprio sul rettangolo verde più bello del mondo. Ciò suona come una favola quando dovrebbe essere la normalità, anche perché nel frattempo  sugli altri campi c'è chi minaccia di: "Uccidere come un cane" un ragazzo di 16 anni...E alla luce di ciò sì, le scuse di Alicandri non sono da tutti, anche perché il clima attuale è scuro e lugubre, così come è esemplare il provvedimento dell'Atletico Torrenova, che hadeciso di reinserire il ragazzo facendogli arbitrare le partite di Scuola Calcio, così da comprendere anche chi si trova dall'altra parte del fischietto. Una luce in fondo al tunnel c'è in questo sport, bisogna solo inseguirla.