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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

C'era una volta: Aimone Calì, marziano "in prestito" ai Dilettanti

Una nuova puntata del nostro speciale ripercorrendo le gesta del bomber trasteverino in Eccellenza, fino alla firma con l'Atalanta




Calì con la maglia del Monte Savoia (Ph Conti)

Era il 10 settembre 2017, seconda giornata del campionato di Eccellenza e nel girone B si sfidavano l'Arce di Ciardi e l'Audace di Greco. I gialloblù venivano dal successo all'esordio di Formia mentre i genazzanesi erano stati sorpresi in casa dal Campus Eur. Proprio in considerazione della prima sconfitta, i biancorossoblù erano corsi ai ripari ingaggiando una giovane punta romana, Aimone Calì, subito schierato in campo nella tana dei ciociari. L'ex Roma e Lazio si presentò con due gol nella ripresa che contribuirono al primo successo dell'Audace (2-3 il risultato finale), inaugurando così la propria avventura nei Dilettanti. Giornata numero 3, Greco e compagni tornano a Genazzano per affrontare l'Insieme Ausonia e ad assistere alla partita c'ero proprio io sugli spalti del Le Rose, forse incuriosito proprio da ciò che si diceva sulle qualità dell'attaccante classe 1997, ma per me fino ad allora uno sconosciuto. Le mie attese furono pienamente ripagate, Calì stese praticamente da solo la compagine aurunca firmando tre dei quattro gol complessivi della squadra genazzanese. “Allora è davvero un fenomeno” dissi io a fine partita e del tutto inconsapevole di ciò che sarebbe riuscito a fare la punta da lì al termine della stagione, e in quella successiva ma con la maglia del Montespaccato Savoia, sempre in Eccellenza. Nel campionato 2017-18 Calì staccò tutti in cima alla classifica marcatori chiudendo a quota 31 sigilli, per poi ripetersi e addirittura migliorarsi nell'annata successiva segnandone 32 Coppa compresa, per un totale di 63 gol in soli due anni nei Dilettanti. Di prestazioni come quella del 17 dicembre 2017 ne vidi per fortuna ancora molte, ed ogni volta che lo vedevo giocare e spiegare le ali ad ogni esultanza mi facevo sempre le stesse domande “Ma come mai questo non gioca nei Professionisti? Che c'entra con l'Eccellenza?” Domande che hanno avuto una risposta l'estate scorsa, quando il bomber ha trovato, o meglio ritrovato la sua reale dimensione e che tutti, non solo io, ci auguravamo che raggiungesse al più presto. Le visite mediche con l'Atalanta e la firma con un club che in Italia ha scovato moltissimi talenti. “Un Duca per la Dea” titolammo al suo trasferimento in nerazzurro (in onore del suo soprannome Duca del gol), anche se i bergamaschi hanno preferito girarlo in prestito prima al Catanzaro (segnando subito all'esordio) e a dicembre alla Viterbese, sempre in Serie C. Quel fenomeno che vidi giocare per la prima volta in Eccellenza adesso è veramente nel calcio che conta. E mi auguro che ci rimanga il più a lungo possibile, perché io quel giorno di settembre e in molti altri ancora vidi un marziano, che era soltanto di passaggio nel mondo dei Dilettanti.