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Categorie: Calcio a 8

Cancellieri: " Vi racconto Totti, Mancini e il calcio italiano"

L’ex collaboratore del ct della Nazionale, ora tecnico della Totti Sporting Club nelle Serie A di Calcio a 8, parla a 360°



Carlo Cancellieri tecnico della Totti Sporting Club ©Legacalcioa8

Dirigere la Totti Sporting Club, per lui, è oltre che un onore un grande piacere. Il soggetto, importante, in questione, ha un nome ed un cognome che a Roma e, all’estero, ha cassa di risonanza: Carlo Cancellieri. Classe 1976, Cancellieri è l’attuale tecnico di un team che ha il privilegio di annoverare tra le sue fila proprio il campione del mondo Francesco Totti. In esclusiva per Gazzetta Regionale, congarbo e al contempo semplicità, Carlo Cancellieri ha parlato del suo amore, il calcio a 8 appunto, ma anche del calcio in generale.


Mister Cancellieri, una nuova sfida per lei. Stavolta nel campionato di Serie A di calcio a 8... “Sì, è un’avventura molto stimolante. Non ho mai partecipato a questo campionato, mentre in altre competizioni come ad esempio al Pezzana per citarne uno, ho portato praticamente semprea casa il massimo risultato. Allo stato attuale delle cose la Totti Sporting Club è una società di alto profilo che sta cercando di implementare il parco giocatori. In questa competizione che stiamo affrontando, i club collaudati sono molteplici naturalmente: sotto questo aspetto pagheremo un po’ dazio probabilmente all’inizio, ma personalmente adoro le sfide affascinanti e tra l’altro, come in questo frangente, divertenti. Con me poi d’ora in avanti avrò il piacere di avere vicino Sandro Fabietti che reputo un grande dirigente di calcio dilettantistico oltre che una persona di spessore. Dobbiamo lavorare molto, ma lo spirito sin qui visto è quello giusto. In squadra ho tanti bravi giocatori ma soprattutto ragazzi ottimi a livello umano. Sono in sostanza calciatori che hanno buone potenzialità oltre che tanta voglia di mettersi al servizio: tutto ciò reputo sia essenziale per la buona costruzione di un gruppo”.


Una lunga esperienza accanto al commissario tecnico della nazionale Roberto Mancini, tante collaborazioni nel calcio professionistico: come vede il calcio italiano in generale adesso? “Ho avuto il privilegio di vivere professionalmente accanto a Mancini in Inghilterra: con lui sono state veramente tante le soddisfazioni condivise. Imparare è significativo soprattutto quando si è giovani. Il calcio in Italia ha potenzialità immense, in questo momento reputo fondamentale per la crescita il connubio infrastrutture - settore giovanile: sicuramente vanno fatti degli sforzi per migliorare sotto questo aspetto. Da noi in Italia poi c’è troppa pressione sugli allenatori. I tecnici diventano con troppa disinvoltura i responsabili principali quando non si ottengono i risultati: questo modo di pensare andrebbe quantomeno rivisto”.


Che pensiero sente di estendere nei confronti del calcio dilettantistico? “Tanta stima e rispetto per tutti gli addetti ai lavori e non che ruotano inquesto ambiente, perché la passione in un contesto del genere è essenzialmente prioritaria per intraprendere poi un buon percorso, indipendentemente dal settore di cui si parla. Laddove in prevalenza la fonte di sostentamento è la passione, direi che va fatto solo un grande applauso. Nel professionismo è tutto, ovviamente, diverso”.


Per concludere le chiederei quali sono le prospettive che si augura, magari oltre che nell’immediato, per il futuro. “Adesso sono immerso totalmente nella serie A di calcio a 8. Questa disciplina è il mio habitat naturale, un contesto insomma dove riesco a esprimere il meglio di me. Naturalmente in questo sport in generale sono sempre pronto a mettermi in discussione qualora si presenti un’opportunità comunque stimolante. Nonostante l’esperienza già fatta, la voglia di crescere e documentarmi rimane intatta: è del resto la mia peculiarità principale”