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Castrum Monterotondo, parla capitan Santarelli

Intervista al leader eretino dopo le cinque vittorie consecutive della sua formazione



Santarelli (Foto © Lato)“Le difficoltà nella vita non sono esperienze da dimenticare, ma saggezza da custodire e applicare.” Sembra proprio questo il motto giusto per descrivere la nascita del nuovo progetto calcistico a Monterotondo, nato dopo la fusione tra Eretum e Monterotondo Calcio. Il Castrum Monterotondo è ripartito con orgoglio, umiltà e passione dalla Terza Categoria nel Girone B di Roma, affidando le chiavi della squadra al suo capitano Stefano Santarelli, classe ’92, numero 10 e simbolo di questa nuova realtà calcistica. Nelle sue parole l’entusiasmo dopo questo inizio di stagione scoppiettante che ha portato, dopo 5 vittorie consecutive su 5 partite giocate, il Castrum Monterotondo in testa alla classifica.


Un inizio di stagione entusiasmante, 5 vittorie su 5. Ti aspettavi un inizio così della squadra?

Ho sempre creduto in questa squadra quindi se devo essere sincero, senza peccare di presunzione, mi aspettavo di stare lì in testa. Anzi era un nostro dovere essere in vetta e dimostrare che questa categoria ci sta stretta. Non è megalomania, o mania di protagonismo, ma nella nostra squadra ci sono giocatori ed elementi che provengono da categorie superiori, o che hanno calcato e giocato campionati più importanti di questo. Se solo pensiamo che l’anno scorso tutta la squadra attuale militava nel campionato di Prima Categoria e solamente due anni fa questi stessi giocatori hanno sfiorato la Promozione, non è affatto sbagliato credere e prendere atto di questi risultati in queste prime giornate.

 

Per la maggior parte di voi la Terza Categoria è un campionato nuovo. Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato e dove pensi che dovete migliorare?

Quando abbiamo deciso di accettare di far parte di questo progetto, con tutti i nostri compagni e con la società ci siamo seduti e abbiamo deciso all’unanimità di ripartire dal basso. Perché abbiamo voglia di dimostrare a tutti che le vittorie si conquistano sul campo, partita dopo partita, battaglia dopo battaglia, solo con le nostre forze. Eravamo consapevoli della difficoltà di calarci nella Terza Categoria, siamo consapevoli che dobbiamo cambiare mentalità e qualche volta anche badare meno alla qualità e più alla sostanza. Ma in queste 5 partite iniziali i risultati si sono subito visti da parte di tutti i miei compagni. Il gruppo si è cementato e rafforzato nelle difficoltà, abbiamo incontrato anche squadre ben organizzate e con ottimi elementi. La frase che ci sentiamo più spesso ripetere dall’inizio del campionato è “ tanto con questa squadra vincete a spasso”. Chi ha avuto modo di vederci giocare, dovrà ricredersi perché il risultato e la vittoria non è mai scontata, specialmente in questa categoria. I valori tecnici alcune volte vengono annullati, c’è bisogno di giocare ogni partita come fosse una finale, perché i 3 punti non te li regala nessuno. 

 

Il capitano eretino in azione (Foto © Debora Lato)

La vostra è una storia particolare, alquanto travagliata. Lo scorso campionato ad Aprile sembrava tutto finito con il rischio che un gruppo di amici, una famiglia più che una squadra, potesse sfaldarsi dopo tante stagioni ed emozioni vissute insieme. Il Castrum Monterotondo è stata una vera e propria rinascita per tutti voi. In pochi mesi siete già una realtà importante e seguita: ti aspettavi di essere già a questo punto dopo così poco tempo? 

No, sinceramente ancora non posso credere che siamo riusciti a creare tutto questo.  La domenica quando scendiamo in campo ci sembra ancora che stiamo sognando e non la realtà. La cosa più bella che abbiamo constatato, e che ci riempie di orgoglio ed il cuore di emozione, è che tantissime persone hanno sposato il nostro progetto, i nostri valori e la nostra scelta. Lo stadio O.Pierangeli è gremito ogni volta che giochiamo in casa, una cosa impressionante per un campionato di Terza Categoria. Le persone, i nostri amici ed i monterotondesi riconoscono in noi una passione che va oltre ogni risultato sportivo, riconosce in noi un gruppo di ragazzi, giocatori ed amici in cui possono identificarsi. Siamo una comitiva, innamorata del calcio e del proprio paese. Ecco perché il segreto di questi successi. Di questo dobbiamo ringraziare i presidenti di questa società che hanno creduto da subito in noi. Hanno capito dalle nostre parole e dalle nostre emozioni che avremmo fatto di tutto per giocare ancora tutti insieme perché come diciamo sempre, noi siamo una grande famiglia. Nei momenti entusiasmanti ma soprattutto quando ci sono delle difficoltà ci facciamo forza a vicenda e ne usciamo più forti ed uniti che mai.


Su questa prospettiva, quali sono gli obiettivi futuri della squadra e della Società?

La società sicuramente vuole crescere in breve tempo, con professionalità ed organizzazione, e dare la possibilità a tutti ragazzi, che come noi hanno bisogno di divertirsi, di cercare e trovare una famiglia o una seconda famiglia. Inoltre sono stati fin da subito chiari con tutti noi, vogliono trasferire nella mente delle persone che il calcio è amicizia, passione rispetto degli altri, ed unione . Gli stesi valori che abbiamo sempre perseguito noi calciatori.


Foto © Lato

Il vostro motto è “A Difesa di Un Ideale”. Nonostante la giovane età sei il capitano della squadra. Cosa si prova a scendere in campo con la fascia al braccio e rappresentare questo nuovo progetto?

Per me è un onore essere il capitano di questa squadra e rappresentare questi ragazzi ,mi correggo Uomini , in campo e fuori. Perché se li conosci, se li vivi quotidianamente, anche fuori dal rettangolo di gioco, sono davvero persone speciali con dei valori importanti. Non è facile scoprire e circondarsi di persone così al giorno d’oggi. Loro ci sono sempre nei momenti belli e meno. Nelle gioie e nelle difficoltà. Sono davvero lusingato di scendere in campo con al braccio la fascia da capitano e rappresentare questa squadra, questa società e questo paese in cui siamo nati e cresciuti. Non a caso sulla fascia da capitano ho voluto che ogni compagno di squadra scrivesse il proprio nome, perché siamo tutti noi i capitani di questa squadra.


Per concludere, ti senti di ringraziare qualcuno per questo nuovo inizio?

Sicuramente voglio ringraziare i presidenti Mario Di Salvatore e Antonio Michienzi perché ci hanno permesso di continuare a credere in questo sogno , insieme a tutto lo staff dirigenziale. Stefano Caleca e Christian Calenti che hanno creduto da subito in noi, ci hanno seguito e supportato specialmente quando tutto sembrava difficile. Il miglior portiere con cui abbia mai giocato, Valentino Crisotfalo che per noi è un vero capitano ed una guida e tante altre persone che hanno creduto e continueranno a farlo per sempre in questo progetto prima degli altri. Una di queste è Daniele Benigni. Poi un ringraziamento va a tutta la squadra che non molla mai e gioca sempre per vincere, in campo e nella vita.