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Categorie: Nazionali - under 17

Ciervo, dalla terra di Carso al sogno Scudetto con la Roma

L'ala giallorossa ha spaccato la semifinale trascinando i ragazzi di Piccareta alla finale tricolore. Del Prete che l'ha scoperto: “Gli ho visto fare cose disumane”, Falsini che lo ha lanciato in Under 16: “E' uno di quelli che nella mia squadra vorrei sempre"




Riccardo Ciervo, devastante contro il Napoli ©DeCesaris

Una vita vissuta con il pallone in mezzo ai piedi, a tutta velocità ovviamente. Si potrebbe riassumere così la storia di Riccardo Ciervo, ala travolgente che ieri ha schiantato il Napoli trascinando la RomaUnder 17 alla finale Scudetto. Quello andato in scena al Bruno Benelli di Ravenna è però solo l'ultimo capitolo di una storia che però parte da lontano. A raccontarci chi è l'uomo del momento in casa giallorossa ci hanno pensato Gennaro Del Prete, che lo ha scoperto e cresciuto nella sua Polisportiva Carso, e Gianluca Falsini, il tecnico con cui l'esterno è definitivamente sbocciato nell'Under 16 della Roma.



Un giovanissimi Ciervo ai tempi del Carso, lo riconoscete?

Dalla terra di Carso... “Mi ricordo ancora la prima volta che venne al campo, voleva provare nella nostra scuola calcio. C'era questo bambino con i capelli lunghi, biondissimo, vedendolo così a primo impatto ero un po' scettico”. Parola di Gennaro Del Prete, responsabile del settore giovanile della Polisportiva Carso, club pontino che ha lanciato tantissimi ragazzi nei vivai professionistici. Il primo incontro tra Del Prete e Ciervo ha però presto rivelato una grande sorpresa: “Una volta messo in campo ho visto questo missile che correva su e giù per la fascia, quasi non ci credevo perchè parliamo sempre di un bambino che al tempo aveva sei o sette anni. Si sono viste subito le doti incredibili che possiede”. Il talento di un giovanissimo Riccardo Ciervo viene così sapientemente rivelato dal lavoro di Del Prete che ne fa ben presto uno dei suoi gioielli più brillanti: “E' rimasto con noi sino ai 14 anni, continuando a crescere e maturare confermando le sue qualità. Ha una grande facilità di corsa, sicuramente di molto superiore alla media. A questo riesce però abbinare un'ottima tecnica che gli permette di mantenere una grande rapidità avendo sempre il pallone incollato al piede. Ha tutti i fattori per diventare un giocatore, l'unico punto su cui secondo me può ancora crescere è l'aspetto caratteriale, dovrebbe imparare ad essere un po' più cattivo”. Tra le tante, abbiamo chiesto a Del Prete una partita in particolare da ricordare. Lui non ha avuto dubbi: “Giocavamo con l'Under 13 al campo del Racing, un'amichevole a 11. Ad un certo punto Riccardo parte sulla fascia, semina due o tre giocatori, entra in area dove salta altri due difensori e poi scarta pure il portiere. Ha dribblato praticamente tutta la squadra ma in fondo, quando era qui con noi – chiude poi Del Prete con un sorriso - gli ho visto fare cose disumane”.


Falsini ai tempi della Roma ©DelGobbo

…ai riflettori Nazionali Gli scout della Roma non tardano ad arrivare. Dopo un campionato nei Giovanissimi Fascia B, per Ciervo (e Suffer altro gioiellino di quel gruppo e anche lui attuale prospetto della Roma di Piccareta, ndr) si aprono i cancelli di Trigoria. Una buon annata con l'Under 15 giallorossa anche se è con l'Under 16 che Ciervo fa il vero salto di qualità anche su un palcoscenico prestigioso com'è quello di un campionato nazionale. Con Gianluca Falsini in panchina, l'ala giallorossa spicca definitivamente il volo: “Riccardo ha davvero grandi doti - ci dice il tecnico che lo ha allenato nell'Under 16 giallorossa - magari le sue qualità si sposavano alla perfezione con quella che è la mia idea di gioco ma è uno di quei giocatori in cui vedo davvero tante potenzialità". Falsini ha lavorato con pazienza su un giocatore che, sotto la sua guida, è maturato molto arrivando così ad essere quell'ala imprendibile che si è vista nella semifinale contro il Napoli. "In quell'anno in cui sono stato a Trigoria abbiamo lavorato tanto sulla mentalità, aspetto sotto il quale è cresciuto. Ha potenzialità importanti anche se magari ancora non è continuo nelle sue prestazioni nel corso della gara. Una peculiarità però che hanno tutti i giocatori di talento, che vivono di strappi e accelerazioni, lui deve essere bravo a ridurre al meno possibile le pause nel corso della partita. Però ripeto, è uno di quelli che, nella mia squadra, vorrei sempre". A proposito di Ciervo, Falsini ci svela un aneddoto più che significativo: "Stavamo preparando una partita di campionato e, come sempre faccio in vista di una gara, lavoravo con i ragazzi sull'analisi video delle loro prestazioni. Riccardo in quel periodo era alla ricerca di un po' di autostima in più e così decido di fargli vedere un'azione in particolare in cui fa un allungo incredibile di 70 metri per andare a riprendere un pallone dopo una ripartenza che avevamo subito e, dopo averlo recuperato, si gira e riparte ancora più veloce in scatto arrivando sino ai 30 metri dell'area avversaria dove viene fermato con un fallo dagli avversari. Dopo avergliela mostrata gli chiesi di commentarla aspettandomi che lui mi parlasse di una grande azione. Be', rimasi di stucco quando dopo aver visto il video mi fissò e mi disse eh sì mister, qua potevo andare più veloce. Lo fissai, quasi incredulo, mentre dandogli una pacca sulla spalla mi limitai sorridendo a rispondergli hai ragione Riccardo, potevi andare più veloce". Un aneddoto dietro al quale però si nasconde un messaggio importante: "Questo era per dire chi è Riccardo Ciervo - chiude Falsini - da qui si vedono tutte le sue potenzialità e che voglia di migliorare ha".