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Colaizzi e Di Renzo, voce alla segreteria dell'Atletico 2000

I due svelano i meccanismi attorno a cui ruota l'organizzazione di tutto il mondo biancorosso



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Quella dell'Atletico 2000 è una macchina all'interno della quale ogni più piccolo ingranaggio collabora con l'altro verso un obiettivo comune. A guidare l'organizzazione di tutto ciò che accade fuori dal rettangolo verde ci sono Sole Colaizzi e Danilo Di Renzo che apre così sulla segreteria: “Io sono arrivato a Settembre ma sono rimasto stupito dell'ambiente dell'Atletico 2000, non mi aspettavo di trovarmi così bene sin da subito”. Di Renzo spiega poi quali sono le qualità necessarie affinché una segreteria svolga la meglio il proprio compito: “E' fondamentale avere passione perché è ciò che realmente ci spinge a lavorare al meglio e poi ordine e un'organizzazione precisa, ogni particolare va curato nel dettaglio altrimenti sono poi le squadre a rimetterci”. A guidare le dinamiche fuori dal rettangolo verde c'è poi Sole Colaizzi: “Per la nostra esperienza la segreteria è un po' come il cuore pulsante della società perché regola tutto ciò che poi si finalizza in campo. Gli aspetti più complicati da gestire sono quelli delle pratiche federali, dei comunicati, tutte cose su cui bisogna essere molto precisi. Un altro punto sicuramente importante è poi quello del rapporto con i genitori. Lì è fondamentale avere sensibilità verso le loro problematiche, essere elastici ma fermi abbastanza perchè dietro a tutto c'è pur sempre un lavoro che deve procedere al giusto ritmo. Il mondo della segreteria è fatto di pazienza e passione, un mondo in cui è importante che ci sia feeling tra tutti i vari reparti che compongono una società sportiva. Proprio questo è uno dei punti di forza dell'Atletico 2000, dove tutti collaboriamo verso lo stesso obiettivo”. L'ultima battuta Sole Colaizzi la regala sul suo importante ruolo di Sport Diversity Manager: “Qui all'Atletico 2000 abbiamo fatto un po' da apripista. E' un ruolo importante anche se al momento il mio rammarico è quello di non aver tante bambine qui nella nostra scuola calcio. Però questo è solo l'inizio di un percorso che è partito da ciò che abbiamo appreso in aula e poi proseguito attraverso l'esperienza fatta in altre società e che speriamo possa crescere sempre di più. E' importante perché parallelamente alla discriminazione di genere, che magari soprattutto i più piccoli fanno ancora fatica a comprendere in pieno, si affrontano anche altre problematiche come razzismo o il bullismo, altre forme di discriminazione che magari possono conoscere meglio. Affrontiamo tutti questi aspetti perché in questi casi allargare il campo d'azione non può che essere un bene”.