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Categorie: Dilettanti

College Life Italia, Cerrai: "Gli USA hanno cambiato la mia vita in meglio"

Lorenzo racconta la sua esperienza oltreoceano: dal master in finanza al titolo nazionale vinto sul campo con la maglia della Barry University



Lorenzo Cerrai in azione

Una carriera iniziata prestissimo, grazie ad una passione che esiste da sempre. Lorenzo Cerrai ed il calcio sono praticamente una cosa sola: si sono sempre accompagnati, in differenti zone d'Italia ed ora anche negli Stati Uniti d'America grazie a College Life Italia. Curiosità, coraggio e voglia di scoprire nuove culture e vivere nuove esperienza sono le caratteristiche che hanno spinto Lorenzo a iniziare quest'avventura oltreoceano, sul rettangolo verde ma anche sul piano dello studio. Formazione sportiva e professionale, per affrontare il domani nel migliore dei modi.


Lorenzo cominciamo dalla tua carriera calcistica.

"Ho iniziato a giocare a calcio a 4 anni. La mia prima esperienza fuori da Roma l'ho avuta a 17 anni, a Pisa nella Berretti, dopodichè ho fatto sei mesi in C2 alla Sambonifacese per poi tornare a Roma con la Lupa Frascati. Qui abbiamo vinto per due anni il campionato e dall'Eccellenza siamo passati in Serie C: dopo un anno e mezza di C con la Lupa mi ha acquistato la Maceratese".


Poi anche qualche esperienza internazionale per te.

"Nel 2015 ho avuto inoltre l'onore di vincere una medaglia d'oro con la maglia dell'Italia nelle Universiadi in Korea del Sud. In tutto questo mi sono laureato alla triennale di Econimia a Roma. Poi tramite College Life Italia sono approdato in America, a Miami, dove tutt'ora mi trovo".


Quando è iniziata la tua avventura in USA?

"Sono arrivato ad Agosto per fare il mio primo semestre e la prima stagione calcistica persso la Barry University: mi trovo benissimo, questa esperienza ha cambiato la mia vita in meglio. Con i miei amici ed i miei famigliari sono costantemente in contatto e questo mi aiuta molto. L'aver cambiato città, stato, in realtà non mi ha creato grandissimi problemi: sono una persona curiosa, aperta alle nuove culture e tutto ciò ha reso più facile il mio approccio con il mondo americano. Sono venuto qui con tutto l'entusiasmo del mondo e devo ammettere che anche le persone che ho conosciuto sono state fondamentali per un mio adattamento senza difficoltà".


Come è andato l’ambientamento in USA? A livello sportivo, universitario e di relazioni.

Cerrai con le coppe vinte con la Barry U.

"Il posto aiuta a non trovare difficoltà. Miami è una realtà particolare, che consente comunque di approcciarsi alla vita in modo diverso: le giornate sono piene tra studio e allenamenti, perchè non è semplicissimo restare a passo con le lezioni giocando ogni due giorni. Stando lontano da casa sono diventato veramente indipendente, ho imparato a gestirmi e ad organizzarmi senza l'aiuto di nessuno. Ho degli obiettivi che voglio raggiungere e lo stare da solo mi aiuta a focalizzarmici. L'unica pecca è il cibo, ma su quello ci si deve mettere l'anima in pace, siamo abituati troppo bene in Italia".


Che cosa stai studiando?

"La scelta di venire qui in America è stata condizionata dal fattore studio. Ho deciso di trasferirmi principalmente per continuare a studiare e sto facendo un Master chiamato MBA (Baster in Business and Administration) con specializzazione in Finance".


Sul campo invece, dove giochi?

"Nei miei primi anni ho giocato difensore centrale, poi mi hanno spostato a centrocampo. Anche qui ho iniziato a centrocampo, per poi concludere la stagione come difensore centrale. Questo cambiamento mi ha fatto tornare un po' bambino, chiudendo in qualche modo un cerchio".


Che differenza c'è con il calcio italiano e che hai provato a vincere il titolo nazionale?

"Qui il calcio è diverso dal nostro, fisicamente sono molto preparati, ma a livello tecnico-tattico sono indietro. Di bello ci sono le strutture, che sono fantastiche e anni luce avanti alle nostre. Il movimento calcistico americano è in continua crescita: ogni campionato è seguito e il livello si sta pian piano alzando. Il titolo vinto è stata una soddisfazione enorme. Ho avuto la fortuna di vincere già diversi titoli in Italia e quindi i miei sassolini dalla scarpa me li sono già tolti. Nonostante ciò l'entusiasmo per la vittoria è stato coinvolgente e condividerlo con i miei compagni di squadra è stato bellissimo".


Hai condiviso questo successo con Flavio Colasanti, altro ragazzo romano volato in USA con College Life. Com'è il vostro rapporto?

Esultanza di Cerrai

"Flavio è sicuramente il ragazzo con cui ho legato di più. Sarà perchè siamo entrambi romani, ma fin dal primo momento abbiamo stretto un bel rapporto: una persona simile a me che considero un amico prima che un compagno di squadra. Abbiamo condiviso le gioie e i dolori della stagione".


Un suo pregio ed un suo difetto?

"Il suo più grande pregio su un campo da calcio è sicuramente quello di fare goal. Se vogliamo trovare un difetto, invece, come dice lui, alcune volte è pigro nel rincorrere l'avversario".


Che piani hai per il futuro, sia sul piano sportivo che su quello professionale?

"Non ho messo come primo obiettivo sfondare nel mondo calcistico: certo se ce ne sarà l'occasione cercherò di coglierla al volo, perchè comunque è la mia passione. Ma a bocce ferme punto ad ampliare la mia cultura per affrontare al meglio il mondo del lavoro. Non ho l'esigenza di tornare, anche se in un futuro non si può mai dire perchè nonostante tutto in Italia si vive bene e lì ho lasciato molto".


Infine, consiglieresti il percorso con College Life Italia? E perché?

"Voglio ringraziare College Life per l'opportunità che mi ha dato e consiglio a chi ne ha l'opportunità e la voglia di intraprendere questo percorso, che personalmente reputo fantastico e molto formativo".


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