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Categorie: Promozione - Dilettanti

Compagnone ci crede: “Ceccano, l’anno del riscatto”

L’attaccante classe 1997 è pronto a trascinare la squadra del suo Paese ad un campionato importante



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Dopo aver vissuto una stagione ricca di problemi fisici, Vincenzo Compagnone vuole tornare ad essere protagonista assoluto facendo quello che più ama: segnare gol. Ci proverà con la maglia del Ceccano con cui ha voglia di vivere una stagione esaltante. Ecco la sua intervista integrale: 


Buongiorno Vincenzo, come procede il lavoro con il Ceccano? Con quali motivazioni ed ambizioni hai accettato questa proposta in estate?

“Per il momento tutto bene, la squadra mi piace, abbiamo preso giocatori che possono darci qualcosa in più a livello di carisma ed esperienza e siamo pronti a dire la nostra, non ho esitato un attimo ad accettare la proposta della società,(nonostante altre chiamate allettanti) perché vengo da un anno travagliato, per i frequenti infortuni, e non me la sono sentita di lasciare così la squadra del mio paese. Spero che sia l'anno del riscatto, sia a livello personale che collettivo”.


Cosa pensi della ripresa? Come giudichi questi mesi di stop e come siete pronti a ricominciare?

“Penso che sia la cosa giusta, ovviamente seguendo le istruzioni impartite tutto diventa più facile. L'interruzione è stata più che giusta, la situazione sarebbe diventata veramente complicata. Dal canto nostro la società si è adeguata alle condizioni anti-Covid indicate dalle autorità competenti adesso sta a noi farci trovare pronti per dire la nostra per regalare a tifoseria e paese intero una soddisfazione immensa”.


In carriera hai vestito diverse maglie: c’è una squadra che resterà per sempre nel tuo cuore e perché?

“Scelgo Colleferro, per il semplice fatto che mi ha dato modo di farmi conoscere in questo calcio dilettante, e mi ha dato tanto a livello umano e calcistico. È stata come una seconda casa e mi ha dato la possibilità di crescere al fianco di giocatori e uomini veri con i quali ho condiviso anche altre grandi esperienze in altre società come il Palestrina, spero di poter fare bene anche qui a casa mia con la maglia del mio paese”.


Quali sono secondo te un tecnico, un allenatore ed un Presidente che possono essere presi come modelli di riferimento a livello professionistico? Di quale squadra sei tifoso?

“Per quanto riguarda il tecnico scelgo Jurgen Klopp perché mi piace il suo modo di interpretare e vedere il calcio, il suo creare una specie di unico tra società - giocatori - tifosi, per me conta moltissimo perché magari avere giocatori meno blasonati ma ben amalgamati tra loro può dare grandi soddisfazioni. Presidente ahimè Andrea Agnelli perché capace di far rialzare la Juve post Calciopoli creando una vera e propria macchina da guerra, a volte sfortunata in Europa, ma devastante in campionato. E posso essere tifoso di una sola squadra, mai retrocessa in B e l’unica ad aver fatto il Triplete in Italia... (ride, ndr)”.