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Cristina Chirichella: "Giovani, seguite la vostra passione"

La capitana della nazionale femminile di volley parla in esclusiva a Gazzetta Regionale



Cristina Chirichella è la capitana della nuova - giovane - Italia del volley. A soli 25 anni è lei la ‘veterana’ del gruppo, oltre che un punto di riferimento per l’attacco e per il muro. L’esordio in maglia azzurra risale al 2011 con l’Under 18, fino ad arrivare in prima squadra nel 2013. All’epoca c’era la necessità di rinnovare una rosa esperta che era però vicina all’addio alla nazionale. Oggi il ricambio generazionale è stato effettuato e la fase di rodaggio ha lasciato il posto ad un team che può permettersi di sognare. La centrale dell’Agil Volley, proveniente dal proficuo vivaio del Club Italia, ha all’attivo uno scudetto, 3 Coppe Italia, una Supercoppa e una Champion League. In azzurro, invece, ha vinto un argento al World Grand Prix del 2017, un argento ai Mondiali del 2018 e un bronzo agli Europei del 2019.

Cristina Chirichella, capitana della nazionale femminile di pallavolo (©Federvolley)



Con la Nazionale ormai vi chiamano le “ragazze terribili” perché siete un gruppo giovane che riesce a mettere in difficoltà qualunque avversario. Cosa ti piace di più di questa squadra?

"È vero siamo una squadra giovane, veniamo da un cambio generazionale profondo. Negli anni precedenti non era andata molto bene, quindi vincere per noi è anche una rivalsa, un riscatto. Come giocatrici siamo tanto diverse ma in campo riusciamo ad amalgamarci e a lottare per un determinato obiettivo. Mi piace la nostra ‘pazzia’, la sfacciataggine: vogliamo fare bene, non temiamo nessuno e vogliamo dimostrare ciò che valiamo. Purtroppo però abbiamo degli alti e bassi, a volte ci lasciamo prendere dall’emotività e altre volte travolgere. Il bello è che riusciamo ad animarci a vicenda, basta anche una sola di noi per coinvolgere tutte le altre. Siamo brave ad influenzarci".


Su cosa invece dovete ancora lavorare? Manca forse qualcosa nei momenti più tesi?

"Dobbiamo lavorare sulla tecnica, siamo giovani e dobbiamo ancora imparare tanto. Inoltre dobbiamo trovare più soluzioni in determinati momenti perché la rosa è formata da 14 ragazze che giocano tutte titolari in serie A. Siamo atlete di un certo livello e siamo tutte indispensabili. Non ci sono riserve e titolari: ovviamente c’è un sestetto base, ma tutto può cambiare. Per fortuna ci aiutiamo a vicenda e ci completiamo".


Come capitano cosa cerchi di non far mai mancare alla squadra?

"Il ruolo di capitano non è semplice, bisogna prendersi le proprie responsabilità. Io cerco sempre di risolvere i problemi e di tenere unito il gruppo. Siamo 14 ragazze con caratteri diversi, quindi passare tutta l’estate insieme può essere pesante sia a livello personale che pallavolistico. È importante però ricordare sempre perché siamo lì, per cosa stiamo lavorando. Stare serene, alla fine, fa tanto".


Pensando alle prossime competizioni, non si può non nominare Tokyo 2020…

"È una grandissima emozione, non è una cosa scontata: alle Olimpiadi partecipano solamente 12 squadre in tutto il mondo! Per noi è stata una grande soddisfazione esserci qualificate subito, inoltre avremo la possibilità di riposarci un po’ di più e questo potrà rivelarsi importante. Poi penso davvero che dobbiamo godercele! Ho già fatto un’Olimpiade e ricordo quant’è importante viversela in ogni aspetto. Anche se l’ultima volta non abbiamo fatto bene ho provato tante emozioni. Quindi spero che questo gruppo possa assorbire sensazioni positive e che ogni giocatrice possa imparare qualcosa in più su se stessa e sulla squadra".


In campionato vesti la maglia dell’Agil Volley: a Novara che stagione stai vivendo?

"Abbiamo iniziato bene, ma è un periodo caratterizzato da alti e bassi. Abbiamo tante competizioni aperte, come il Mondiale per Club in Cina. Per fortuna siamo ancora agli inizi. Credo che la squadra abbia un grandissimo potenziale che ancora non riesce a sfruttare, non siamo pienamente coscienti della nostra forza. Il duro lavoro e le frequenti partite, però, ci aiuteranno a conoscerci sempre meglio".

Cristina Chirichella in azione con la maglia della nazionale (©Federvolley)



Hai mai desiderato fare un’esperienza all’estero?

"Sì, un’idea c’è. Però finché si sta bene qui, io ci rimango! Il livello pallavolistico è altissimo, quindi se si ha la fortuna di giocare in un top team in Italia, perché andarsene?"


Per te l’amore per la pallavolo è nato piano piano: che consiglio daresti invece ai ragazzini che si avvicinano adesso allo sport?

"Il mio consiglio è quello di seguire le proprie passioni. Un bambino non è ancora in grado di capire cosa vorrà fare nella vita, se vuole fare dello sport la sua professione o se vuole inseguire un altro sogno. Per questo bisogna affidarsi al proprio istinto e provare. Finché si è giovani si può sempre tornare indietro, quindi perché privarsi di qualcosa? Non bisogna finire col chiedersi: “E se avessi seguito quella strada?”. L’importante è non avere rimpianti che potrebbero lasciare un segno".


Qual è la tua idea del movimento in generale? La Fipav, ma anche le singole società, sono in grado di sostenere una realtà così rilevante a livello nazionale?

"Ormai la pallavolo come Federazione può contare su un movimento davvero importante , gli iscritti sono saliti alla stelle. Ora è più seguita anche la femminile, mentre prima si dava risalto solo alla maschile. Credo che i buoni risultati della nazionale stiano portando i loro frutti: abbiamo visibilità e le persone ci seguono. Questo non vale solamente per la partite degli azzurri ma anche per i club. I palazzetti sono pieni e la Federazione è sempre molto attenta, ci segue, è lì".