Notizie

Davide Frattesi, l'arma in più di Alberto De Rossi

Non solo Tumminello e Keba: la vittoria in Supercoppa ha messo in mostra le abilità tattiche, oltre che tecniche, del centrocampista classe '99, vero e proprio uomo chiave dello scacchiere giallorosso



La splendida vittoria della Roma in Supercoppa, oltre ad affermare la crescita e la maturità della corazzata giallorossa, ha regalato ulteriori conferme per quel che riguarda i singoli. Impossibile non sottolineare lo straordinario momento di forma dell'inarrestabile Keba o di Tumminello, tornato dopo la squalifica e capace già di mettere a segno otto gol in quattro partite (due in Supercoppa, uno in campionato e cinque in Youth League). C'è qualcuno però che, nel particolare 4-3-3 dei capitolini, si sta distinguendo per dedizione e capacità di adattamento. Parliamo di Davide Frattesi, al primo anno di Primavera, ma che ha dimostrato fin da subito di sapersi districare con facilità nello scacchiere tattico allestito da De Rossi. Partiamo appunto dallo schieramento: dopo anni di 4-2-3-1 e 4-3-3, il tecnico di Ostia ha dimostrato di saper adattare il modulo ai giocatori a disposizione, e non il contrario. Lo scorso anno ecco la novità: quel 4-3-1-2 utile a sfruttare le capacità da trequartista di Di Livio, una scelta che ha portato semplicemente al tricolore. Un sistema di gioco provato ad adottare anche quest'anno ma che, con il ritorno di Tumminello, l'esperienza di Soleri e un Keba troppo decisivo per farne a meno, ha costretto l'allenatore a cercare un modo per far giocare tutti e tre. Nessun di loro è un Di Livio: i primi due sono nati per vivere all'interno dell'area di rigore e l'africano è decisivo se messo in grado di accelerare dalla fascia per poi accentrarsi. Come fare?

Davide Frattesi, centrocampista della Roma Primavera ©Mirna De Cesaris

La soluzione si chiama Davide Frattesi. Se tre anni fa ai tempi dei Giovanissimi con la maglia della Lazio il classe '99 era un classico numero 10, una volta arrivato a Roma, cresciuto fisicamente a dismisura sotto la guida di Rubinacci e Toti, il centrocampista ha imparato a sfruttare muscoli e polmoni in modo sublime, raggiungendo la capacità di essere decisivo in interdizione, in impostazione, ma soprattuto in fase d'inserimento senza palla. Detto fatto: contro l'Inter, il 4-3-3 giallorosso si è trasformato in qualcosa di molto simile ad un 4-2-4 quando la Roma aveva il pallone tra i piedi. Tumminello e Soleri lì davanti, Keba largo sulla fascia, Bordin e Spinozzi più al centro e dall'altra parte proprio Frattesi, sia da esterno (ruolo ricoperto anche in Nazionale) che da mezz'ala, che con la sua capacità di corsa e d'inserimento, ha creato più di qualche grattacapo all'Inter diventando spesso un attaccante aggiunto. Ne ha percorsi tanti di chilometri in questi anni Davide, ne ha percorsi tanti sul prato dell'Olimpico venerdì, ma siamo pronti a scommettere su di lui: la strada è ancora lunga, ma Frattesi ha la capacità di saperla percorrere. Ovviamente, correndo.