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Categorie: Cultura ed Eventi

Fondi diventa zona rossa: la città tra speranza e coraggio

La testimonianza diretta della nostra collaboratrice che vive nel comune pontino colpito duramente dal Covid-19



Primo caso di Coronavirus a Fondi, secondo, terzo, decimo, il premier Conte che invita a stare a casa, dodici casi, venti, si chiudono bar, ristoranti, locali, i social impazzano, trenta casi, trentacinque, le telefonate infinite, le videochiamate per sentirsi più vicini, per darsi forza, per stemperare la paura, le macchine e le persone che sbirci dalla finestra, “come è possibile che la gente esca con tutto quello che sta succedendo?”, la rabbia, le notizie che si accavallano, le persone colpite che conosci, lo Spallanzani come ultima speranza, le ambulanze che vanno e vengono, quaranta casi, centinaia di persone in quarantena, alcune le conosci, l’angoscia che sale, “stai a casa, non uscire”, la paura (sì, la paura), le restrizioni, una dietro l’altra per giorni e poi: Fondi zona rossa. Il Castello Caetani illuminato con il tricolore visto da via Vittorio Emanuele IIIZona Rossa. Nelle scorse settimane il nome di Fondi è stato presente sui quotidiani nazionali, sui siti, in tv, ne hanno parlato il presidente della Regione Lazio e firme famose come Maurizio Costanzo. Spesso si è parlato di Fondi in modo improprio. Provo a fare chiarezza, per senso di dovere e non per giustificare nessuno: la notizia di una festa di carnevale nella quale si sono sviluppati i primi contagio da Covid-19 è vera, quello che non è vero è che la festa ci sia stata dopo le ordinanze governative. Questo ha permesso al virus di propagarsi tra gli anziani presenti alla festa, i loro familiari e i loro conoscenti per giorni, fino a creare un cluster che lo stesso direttore della Asl di Latina ha definito sempre più preoccupante. A questo si deve unire la poca intelligenza e la poca coscienza di chi, invitato a stare a casa come tutti, ha continuato a fare i suoi comodi. Leggere ora di cittadini di Fondi poco rispettosi delle direttive, incuranti delle restrizioni, fa male quasi quanto l’essere stati colpiti da questa pandemia. È dura stare a casa, soprattutto per chi come me è abituata a vivere in due città contemporaneamente, ma l’abbiamo fatto in tanti. Ci siamo stretti nelle nostre quattro mura, abbiamo cantato fuori il balcone prendendoci in giro per le stonature e abbiamo applaudito i medici e gli infermieri per tutto quello che stanno facendo, come tutti in Italia. Non ci sto a passare per negligente per colpa di pochi sciocchi e non ci sto a far passare la mia città come una città di sprovveduti da cui stare lontani. Non è questa Fondi, non sono così i fondani. Quando l’OMS ha decretato la pandemia, come tutti, ho avuto paura. Il senso di impotenza davanti ad una cosa così letale e grande è forte. Non c’è lucidità in una situazione nella quale tutto il mondo combatte un nemico subdolo e cinico, ma deve esserci coraggio e forza per andare avanti, per non soccombere. Non sto qui a dire cosa dovrebbe fare lo Stato, se il decreto Cura Italia basti o meno, se l’Europa ci abbia messi da parte o no, non è quello il punto. La verità è che il Coronavirus ha cambiato le nostre abitudini, ha stravolto le nostre vite, ci ha messo davanti ai nostri limiti. Sono certa che nessuno di noi, superato tutto questo, sarà più quello di prima. Probabilmente saremo più grati delle piccole cose, della nostra quotidianità, sapremo essere più aperti al prossimo, più coscienziosi e rispettosi anche verso il mondo che ci circonda. Il Covid-19 è stato definito come una guerra e forse lo è.

Una veduta del centro città di Fondi

Questa mattina, dal balcone della mia casa, Fondi è vuota, il silenzio fa paura, passano due ambulanze, il numero dei contagiati aumenterà e la paura crescerà. All’incrocio principale della strada c’è un uomo in divisa con un mitra sul fianco, intorno case, strade, alberi e balconi pieni di fiori: la primavera è nell’aria anche qui, in questo deserto di cemento e di contagio. Sono fondana, ma sono anche bergamasca, milanese, piacentina, lodigiana, soprattutto, sono italiana e pur essendo isolata, non mi sento sola. Il bello dell’Italia è proprio nel suo carattere e nel suo temperamento. Per questo sono sicura che ci rialzeremo e tutto questo sarà solo un brutto incubo. La battaglia è appena cominciata, ma ce la faremo se saremo tutti compatti e coscienziosi. Forza, andrà tutto bene.