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Categorie: Dilettanti - Promozione

Formia, si presenta Pernarella: "C’è un progetto da costruire"

Il primo esame è contro il "suo" Terracina, in una sfida tra passato e presente che deciderà il futuro delle due formazioni



Mauro Pernarella, nuovo allenatore del Formia

Il successore di Giovanni Russo – ovvero il terzo allenatore diverso per il Formia nella stagione 2018/19 – è Mauro Pernarella. Una scelta non casuale quella della dirigenza biancazzurra, anzi ben fondata nella speranza di ritornare nelle categorie che contano. Si parla di un tecnico esperto e che ha avuto modo di farsi apprezzare sia come giocatore sia dalla panchina, e nel suo curriculum già figurano 2 annate alla guida della formazione sud-pontina (2007/2008 e 2008/2009). A lui è affidato il compito di migliorare il 4° posto sinora acquisito dai predecessori. "Sono rimasto fermo all’inizio della stagione perché non ho trovato alcun accordo" – ha affermato Pernarella -. "E’ stata una mia scelta: bisogna sposare una causa e trovare un minimo di organizzazione. Con il Formia c’è un progetto da costruire per risalire nelle categorie che questa società merita. Qui ho già allenato, in Eccellenza, ottenendo un 2° e 3° posto. Ricordi eccezionali, ma è il passato. C’è la possibilità di far bene, parto dalla quarta piazza in classifica però mi dispiace che la rosa non sia stata costruita da me, quindi devo adeguarmi e capirla. Se hanno puntato su di me è per il carattere particolare, e con Pernarella si devono fare le cose in un certo modo. Adesso devo valutare la squadra che ho a disposizione e regolarmi quando aprirà il mercato. Innanzitutto devo tirare fuori il meglio che questi giocatori possono offrire e dobbiamo cercare di tenerci attaccati al gruppo di testa". Domenica l’esordio sarà contro il "suo" Terracina. "Sono di lì. E’ una buona squadra ma ha difficoltà a fare risultati in casa. Mentre in trasferta ha pareggiato in piazze importanti, non sarà una partita facile per noi così come lo saranno tutte le altre. Noi comunque abbiamo un solo obiettivo: vincere. Mercoledì è stato il primo allenamento, ovviamente non ho la bacchetta magica e in una settimana non posso stravolgere il gruppo. Sicuramente i ragazzi daranno un qualcosa in più perché con il cambio di allenatore c’è sempre una reazione caratteriale". E’ stato questo il limite sinora mostrato dai biancazzurri, con troppi pareggi e senza vittorie in trasferta? "Una squadra d’alta classifica non può pareggiare così tanto. Sicuramente ci sono delle difficoltà, ci si aspettava qualcosa in più in termini di punti e qualche infortunato in meno. Il calcio è cambiato rispetto a qualche anno fa. Adesso in trasferta non c’è il pubblico avversario che ti aspetta come una volta. Se hai la squadra forte, vai fuori, imponi il tuo gioco e prendi i 3 punti. E’ una questione di testa, perché il Formia come il Terracina sono piazze che possono essere seguite da un centinaio di spettatori in trasferta e non so quante compagini possano garantire altrettanto sul loro campo. C’è molto da lavorare. L’unica pecca per quello che mi hanno detto è che la squadra fatica nel costruire gioco". Per non parlare della ‘Zaccaro-dipendenza’ (10 dei 16 gol totali portano la sua firma). "Bisogna farsi una domanda, perché se mancasse una domenica significa che fai 0-0. Bisogna migliorare la mentalità, può essere un valore aggiunto, ma non si può dipendere solo da lui".