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Frongia tuona su Zarelli "Parole irresponsabili"

L'assessore allo sport di Roma Capitale interviene in merito all'intervista rilasciata dal numero 1 del CR Lazio in seguito alla nostra inchiesta Essere Arbitro



Daniele Frongia non ci sta. L’Assessore allo Sport, alle Politiche Giovanili e ai Grandi Eventi del Comune di Roma, rompe il lungo silenzio istituzionale che ha accompagnato le due settimane seguenti le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Cr Lazio Melchiorre Zarelli a Gazzetta Regionale, nell’ambito dell’inchiesta ESSERE ARBITRO. Un’intervista sincera, senza fronzoli e giri di parole, un’intervista concessa da un politico che ha ben chiare le responsabilità che comporta una posizione di rilievo all’interno di un’istituzione, amministrativa o sportiva che sia, ma soprattutto rilasciata da un uomo che ama lo sport, ritenendolo portatore di quei valori che possono davvero aiutare la società. E che si dissocia completamente da chi dirige il Cr Lazio augurandosi la chiusura in tempi rapidi dell’istruttoria avviata dalla Procura e l’intervento del numero uno LND Cosimo Sibilia.
Daniele Frongia ©Gaz Reg

Assessore, per prima cosa le chiedo un commento sull’intervista rilasciata dal Presidente del Cr Lazio Melchiorre Zarelli a Gazzetta Regionale.

“Quelle del Presidente sono parole molto gravi. Dichiarazioni di quel tipo, che giustificano, tentano di comprendere o anche solamente sminuiscono gli atti di violenza contro gli arbitri, sono assolutamente irresponsabili”.

Qual è stata la sua prima reazione dopo aver letto l’edizione del 23 aprile?

“Quando ho letto l’intervista ho subito capito di trovarmi di fronte ad un problema piuttosto grave. I danni che possono essere causati fuori dal campo a volte sono molto più rilevanti di quelli che possono essere generati da chi si trova sul terreno di gioco. Quando un giocatore, un dirigente o, come in questo caso, un rappresentante federale giustifica un qualsiasi atto di violenza, ci ritroviamo di fronte all’elogio della violazione del regolamento. Un insegnamento piuttosto dannoso, parlerei proprio di diseducazione e mi auguro che qualcuno intervenga”.

La LND in questo momento non può rilasciare dichiarazioni vista l’indagine in corso della Procura Federale.

“Sicuramente la norma consente al Presidente Sibilia di non rispondere, a questo punto non resta che augurarsi che l’istruttoria sia rapida per tornare a parlarne il prima possibile. Devo ammettere di essere sfiduciato sulla materia, spero non sia questo il caso. Nel calcio si tollera e si giustifica un giocatore che ritiene opportuno presentarsi davanti alle telecamere per insultare l’arbitro, questo significa che il sistema non ha gli anticorpi necessari per contrastare questi comportamenti. A differenza degli altri sport”. 

Perché nelle altre discipline, secondo lei, la situazione è migliore?

“Evidentemente nel sistema di potere che ha governato il calcio non tutto è andato per il meglio. Non mi riferisco solo ad oggi, ma a problematiche tralasciate per anni”.

Tra le dichiarazioni rilasciate da Zarelli, quella che senza dubbio ha più suscitato indignazione è 'un calcio nel sedere, che non fa male, può essere considerato goliardico'. A nostro modo di vedere si tratta di un vero e proprio atto di bullismo, l’aggressione di un soggetto facente parte di un gruppo, contro un singolo che non può difendersi.

“È senza ombra di dubbio un atto di bullismo, ma non solo. Ripeto, quelle parole rappresentano l’esaltazione del non rispetto delle regole”.
Melchiorre Zarelli

Una delle qualità fondamentali di chi ricopre una carica così importante, nello sport come in politica, è quella di saper dire le parole giuste al momento giusto, non trova?

“Oppure tacere. Anche il silenzio, in certi casi, è migliore di alcune esternazioni”.

247 atti di violenza: cosa si può fare per arginare questo fenomeno e come potrebbe intervenire il Comune di Roma?

“Devo essere sincero, noi possiamo promuovere ogni genere di iniziativa, ma la soluzione al problema deve arrivare necessariamente dall’alto. Per far sì che in Italia il sistema calcio riprenda quota, sarebbe auspicabile da una parte un forte investimento sull’educazione di tifosi, calciatori e ogni componente del movimento, dall’altra sentenze certe e pesanti per quei comportamenti che con lo sport non hanno nulla a che vedere”.

Nel caso della Roma VIII, l’aggresione della terna arbitrale da parte di quattro persone, dopo una prima sentenza esemplare c’è stata una sensibile riduzione di pena.

“Penso si tratti di una questione più italiana, che sportiva. Non conosco nei dettagli il caso della Roma VIII, ma posso assicurare che in altre discipline comportamenti anche meno gravi rappresentano, per sempre, una macchia indelebile nella storia della società. Questo perché vengono sanzionati pesantemente, come giusto che sia”.
Cosimo Sibilia

Visto il silenzio istituzionale delle componenti federali, vuole lanciare lei un messaggio distensivo in vista del finale di stagione? 

“Ogni giorno assisto a competizioni di ogni sport e nella stragrande maggioranza è ben riconoscibile, al di là dell’agonismo, l’aspetto ludico, del gioco. Uno sportivo porta dentro di sé vittorie e sconfitte, ma soprattutto quel senso di divertimento che nel calcio si sta perdendo. Ecco, ai ragazzi vorrei dire di divertirsi, di ritrovare l’essenza vera del gioco del calcio, di godersi questi momenti con gioia”.

Assessore, se un suo collaboratore esprimesse un pensiero simile a quello del Presidente Zarelli, cosa accadrebbe?

“Per essere chiari: se uno dei miei collaboratori, tutti elementi qualificati ed esperti di sport, giustificasse in qualsiasi modo un atto di violenza o di bullismo verrebbe immediatamente allontanato”. 

Cosa si aspetta, quindi, dalla Procura e dagli altri organi federali, sul caso Zarelli?

“Non conosco i dettagli e i tecnicismi del procedimento in atto, ma quello che mi auguro è che venga fatta giustizia. Ma una giustizia vera, non di facciata”.