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Categorie: Nazionali - Under 16

Frosinone full gas: Galluzzo e la gol machine della difesa

La vittoria sul Cosenza è arrivata dai tre jolly centrali, Caravillani, Maura e Calvani. Il tecnico, allievo di Ezio Castellucci pianifica l'incredibile rimonta



Frosinone, Giorgio Galluzzo ©FrosinoneCalcio

"Defense, defense, defense!" è il famoso tappeto sonoro che accompagna, motiva e ritma la fase difensiva delle squadre NBA, diventato popolare nel mondo in particolare dal 1996 sulla scia dell'uscita di "Space Jam", il film con i personaggi dei Looney Tunes insieme all'icona del basket americano, Michael Jordan. Il Frosinone in un giorno di ottimo calcio ha visto passare l'allergia alla vittoria grazie agli effetti di uno dei rimedi più usati in autunno: la vitamina C, distribuita a grandi dosi dal trio Caravillani-Calvani-Cristian Maura, il "Dream Team" di centrali tornati impermeabili e ispiratissimi in zona-gol nel 3-0 senza storia rifilato al Cosenza.


Galluzzo "Mission Possible" e l'amarcord di Castellucci

Tre gol da tre difensori e vittoria. Combinazione che non rappresenta un habitué per il ruolo, destinato ad altri compiti meno da copertina. Ma se un allenatore aspira a dotare la squadra di un'anima, a rendere il gruppo resiliente alle avversità e sfiora a ogni fine gara il limite dell'afonicità per il pathos che lo contraddistingue unendo le sue idee moderne alla disponibilità dei calciatori, da qui prendono forma le realtà che poi lasciano il segno. Fino a potersi permettere il lusso di centrare il bottino pieno affidandosi al "gol factor" del reparto arretrato. Ma consapevoli dell'attualità e memori delle amenità realizzate vanno ricordati i 52 punti, il terzo posto, i playoff; un campionato fa, non nel Paleozoico. Giorgio Galluzzo, per ovvi motivi in uno sport sempre e purtroppo per gli allenatori, impigliato nella rete dei risultatisti, è sembrato lo scultore davanti alla sua statua perfetta che urla: "Non ti manca niente! Perché non parli?", con la voglia di destrutturarla e ricomporla daccapo. Ha praticato una sana autoanalisi e costruito l'impetuoso Rinascimento giallazzurro (1-1 a Benevento e tris vincente ieri, ndr). Lui che una "Revenge Season" - come Lebron James ha ribattezzato quella iniziata quest'anno a Los Angeles sponda Lakers - l'ha vissuta da calciatore nella stagione 2010/2011 ad Aprilia e perdipiù da capitano: 5 punti in 7 partite, terzultimo posto. Ezio Castellucci realizza una delle rimonte più incredibili della Serie D e porta le rondinelle in Lega Pro. Adesso il Frosinone può volgere lo sguardo all'orizzonte con un minimo di speranza, perché si è acceso il disco verde e i miglioramenti andranno monitorati nelle prossime partite. Forti di un esempio così, di una grande rincorsa conclusa a braccia alzate al cielo. Una "Playoff Mission Impossible" da trasformare in "Mission Possible". "VINCERE contro il Cosenza", i ragazzi l'hanno scritto insieme sull'agenda lunedì scorso e ci sono riusciti domenica con un ritorno alla vittoria da collettivo più adulto di tante altre volte. Il Frosinone è tornato a parlare la lingua che meglio gli si addice. E a sorridere. GG, alla quarta stagione in Ciociaria - la seconda alla guida della classe 2004 dopo la Primavera e l'Under 16 dei 2002 - puntella lo stratagemma per una nuova, difficile impresa.