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Gioco online, nuove licenze: ecco cosa c'è da sapere

L'Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), ossia l’autorità nazionale per il gioco online, ha pubblicato a febbraio la lista dei candidati hanno ottenuto una licenza per operare sul mercato italiano



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L'Italia ha finalmente concesso le nuove licenze per la fornitura di servizi di gioco online, dopo un processo lungo e contraddistinto da numerosi ritardi. L'Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), ossia l’autorità nazionale per il gioco online, ha pubblicato a febbraio la lista dei candidati hanno ottenuto una licenza per operare sul mercato italiano. Le licenze hanno validità fino al 31 dicembre 2022. L'elenco include l'operatore italiano Lottomatica e le filiali nazionali di importanti aziende di dimensioni mondiali, come bet365, The Stars Group e GVC Holdings, tra gli altri. L’ADM ha assegnato ben 66 concessioni, oltre ad aver rilasciato licenze ad altre quattro società, che verranno però trattate con riserve speciali, per motivi che verranno comunicati direttamente ai licenziatari stessi. Le società in questione sono Scommettendo SRL, Sogno Di Tolosa, Spati SRL e Universal Solutions SRL, nota per essere proprietaria del marchio di gioco online Betium. Rabbit Entertainment (proprietaria di Lord Lucky Casino e Lapalingo), Lottomatrix Operations Ltd, Piper Ltd e Betclic Ltd sono tra gli aggiudicatari che non hanno ottenuto una concessione o che hanno ritirato la propria domanda di partecipazione al mercato italiano del gioco online. In definitiva, stanno per arrivare in Italia molti nuovi operatori di casino online, che evrranno presto recensiti su https://nuovicasinoitalia.it. La procedura di richiesta di licenza in Italia è stata una delusione? L'Italia avrebbe dovuto avviare la procedura di candidatura per la licenza nell'autunno 2017. Tuttavia, visti i molteplici ritardi verificatisi, ADM ha iniziato ad accettare le domande degli operatori interessati solo nel gennaio 2018. L'autorità di regolamentazione ha dichiarato che avrebbe limitato a 120 il numero di concessioni disponibili, aspettandosi un enorme interesse da parte di aziende di gioco nazionali e internazionali. Tuttavia, alla fine del processo di candidatura, le domande ricevute in totale sono state solo 80, da parte di 70 operatori circa. Le concessioni avrebbero dovuto essere assegnate entro la fine del 2018, ma le autorità italiane di regolamentazione del gioco d'azzardo non sono riuscite a rispettare tale scadenza. La licenza che autorizza a fornire servizi di gioco online in Italia ha un prezzo pari a 200.000 euro; potenzialmente, quindi, l’Italia averebbe potuto ottenere ben 24 milioni di euro dai propri nuovi concessionari, qualora il massiccio interesse previsto dagli enti italiani avesse avuto un riscontro effettivo. Ora, la cifra ottenibile sarà nettamente inferiore, con una somma totale pari a 13,2 milioni di euro ottenuti dalla vendita effettiva delle nuove licenze. Decreto dignità: i primi effetti negativi Nel frattempo, il blocco totale alla pubblicità del gioco d'azzardo in Italia contenuto nel Decreto Dignità ha apparentemente iniziato a far registrare le prime ripercussioni sul mercato regolamentato del gioco sul territorio nazionale. Secondo Agipro, l'organo di informazione principale sul gioco d’azzardo, tre operatori senza licenza sono attualmente ai primi posti nei risultati delle ricerche per i termini ‘casino online’ in Italia su Google. Uno di questi operatori ha sede in Germania, un altro in Israele e il terzo possiede una licenza del governo di Curacao. Le conseguenze sul piano sociale I detrattori del divieto che colpisce tutte le forme (dirette e non) di pubblicità del gioco d'azzardo avevano previsto che la mossa avrebbe finito col beneficiare il mercato nero del gioco. Ma cosa dovesse succedere qualora un flusso maggiore di giocatori dovesse rivolgersi a casino e operatori di gioco online illegali? Sicuramente, verrebbero meno tutte quelle garanzie a tutela degli utenti che sono invece garantite da casino e bookmaker online legali. Il che risulta quantomeno paradossale, visto che il nuovo governo a guida M5S-Lega ha fatto della lotta alla ludopatia un proprio cavallo di battaglia. Come spiega questo articolo di Termometro Politico, infatti, molte regioni italiane stanno facendo uso dello speciale Fondo per il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP), stanziato grazie alla Legge di Stabilità 2016. Un’iniziativa senz’altro lodevole ma, considerando le indicazioni negative esposte sopra, è lecito a questo punto chiedersi se i divieti e le restrizioni in essere grazie al Decreto Dignità non possano in realtà rivelarsi un boomerang.