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Il coraggio della legalità: in memoria di Borsellino

Al Ghione il 25 maggio uno spettacolo dedicato al 25° anniversario della morte del giudice antimafia di Palermo



Paolo Borsellino

Il 23 maggio 1992 si consumava uno dei drammi più gravi della storia del nostro paese: la strage di Capaci con la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei cinque uomini della scorta. Soltanto tre mesi dopo la barbarie mafiosa avrebbe completato il disegno criminoso del clan dei corleonesi con la strage di via d’Amelio e con la scomparsa del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. Ai due magistrati, la Compagnia Stabile Assai della Casa di Reclusione di Rebibbia, il più antico gruppo teatrale penitenziario italiano, dedicherà lo spettacolo “Il Coraggio della Legalità” scritto e diretto da Antonio Turco e Cosimo Rega. La rappresentazione teatrale che sarà in prima Nazionale al teatro Ghione di Roma, il prossimo 23 maggio 2018 alle ore 21.00, ha un doppio valore simbolico: il primo poiché viene messa in scena nel 26° anniversario della strage di Capaci; il secondo perché gli attori della Compagnia sono, come da tradizione, detenuti ergastolani (tra questi lo stesso Cosimo Rega, che interpreterà   il ruolo del giudice Borsellino) ex detenuti, operatori penitenziari, attori e musicisti professionisti. Con questo spettacolo inizia una sorta di tour della “Legalità” che sarà ospitata annualmente dal teatro Ghione, la cui direzione artistica ha dimostrato grande sensibilità verso i problemi detentivi e più in generale verso i temi del disagio sociale e tenderà a coinvolgere nel tempo anche gli alunni di molte scuole superiori capitoline. La manifestazione è promossa dalla Direzione della Casa di Reclusione di Rebibbia ed è patrocinata e sostenuta dalla Direzione Nazionale dell’AICS che, da sempre si occupa della gestione artistica ed economica del gruppo. Allo spettacolo hanno assicurato la loro presenza, oltre al Direttore del carcere di Rebibbia Stefano Ricca e al Presidente nazionale dell’AICS on. Bruno Molea, i due garanti, regionale e comunale, dei diritti dei detenuti e alcuni personaggi del mondo artistico ed amministrativo della Capitale.