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Il progetto Liberi Nantes. Urbinati "Avanti con l'altruismo"

L'associazione, nata nel 2007, raccoglie rifugiati e richiedenti asilo e gli permette di integrarsi con il calcio



Alberto Urbinati

Tornare su temi come il razzismo e la discriminazione ad un passo dal 2020 fa sorridere. Amaramente. Pensare che ci siano individui che categorizzano scelte e diritti in base al colore della pelle (per non parlare della provenienza) fa rabbrividire. È sconcertante come ancora oggi la diversità sia vista come un problema e non come una risorsa. Segre, Balotelli, Pecora Elettrica: volti, nomi e situazioni che negli ultimi giorni hanno ri-portato a galla scenari che in una nazione che si fregia del titolo di civile dovrebbero essere stati cancellati tanto tempo fa. Forse però fa comodo così, almeno ad una buona parte della popolazione: pensare che un diritto dato ad un altro sia uno tolto a noi stessi. Mai bugia sarà più grande. Chi da anni prova a sconfessare una simile credenza è la Liberi Nantes, associazione di volontari e non centro d'accoglienza come spesso viene indicata "Il nostro lavoro è frutto dell'altruismo e del volontariato - esordisce il presidente Alberto Urbinati - noi non percepiamo un euro dallo Stato, non vogliamo lanciare calciatori stranieri, ci occupiamo con le nostre forze di inserire queste persone che scappano dalla loro terra d'origine nel nostro tessuto sociale attraverso il calcio". Il compito, giá di per sé complicato, è stato reso più difficile anche con il recente decreto Salvini. L'obiettivo della Liberi Nantes è quello di istituire il domicilio sportivo "Stiamo facendo dei passi in avanti, abbiamo presentato la nostra proposta alla FIGC. Molti cittadini extracomunitari spesso sono impossibilitati nel fare sport perché si richiede un certificato di residenza anagrafica, che molto spesso non esiste. Questa è una barriera che possiamo evitare facendo risultare la società sportiva stessa come domicilio, come centro di riferimento degli interessi sportivi dell'atleta. La nostra richiesta arriva dopo 10 anni di campionati fuori classifica, proprio per l'impossibilità di avere un regolare tesseramento. Tra l'altro nella metà dei casi, siamo anche riusciti a vincere la Coppa Disciplina, a testimonianza del fatto di come a queste persone interessi soltanto giocare e conoscere. Chi viene da noi sa che non diventerà un calciatore, ma almeno avrà una possibilità in più. Quest'anno giochiamo a tutti gli effetti (5 finora i punti conquistati e 0 gol subiti in 3 gare ndr) e proveremo a dire la nostra, ma sempre con le nostre peculiarità. I ragazzi andranno e verranno, sarà poi nostro compito includere nel progetto altre persone. Il nostro operato non si esaurisce poi soltanto col calcio, ma ai ragazzi diamo la possibilità di fare delle escursioni (a spese dell'associazione, così come tutte le trasferte ndr) per conoscere il mondo che li circonda, per sentirsi sempre più parte integrante di un tutto. Portiamo avanti poi lo studio del professor Caon della Ca' Foscari di Venezia che ha trovato un sistema per imparare l'italiano con il calcio. Questo è il modo in cui operiamo, lavorando in un quartiere come Pietralata nel quale la squadra viene riconosciuta e si è integrata. Siamo stati noi ad andare verso il quartiere per farci conoscere, apprezzare e ad aiutare, da chi vuole. E fin quando potremo, andremo avanti". Buona fortuna Liberi Nantes.