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La divina commediola: a lezione d'Africa con Prof Covatta

Martedì sera la prima della rilettura del capolavoro dantesco dell'attore partenopeo. Applausi a scena aperta, risate e consapevolezza.



Giobbe Covatta

Con uno dei temi a lui più cari, i bambini e le condizioni di vita dell'Africa meno conosciuta, Giobbe Covatta è in scena fino al 5 novembre con la rilettura del capolavoro di Dante Alighieri. Pardon, Ciro Alighieri, la cui Divina Commediola è stata trovata dall'attore in una discarica. non c'è traccia né di purgatorio né tantomeno di paradiso. C'è solo l'inferno, quello dei bambini soldato e della condizione della moltitudine svariata, complessa e contradditoria che abita il continente africano. Diritti negati ed una carta (quella della convenzione mondiale dei diritti dell'infanzia) a fare da traccia.  La lettura dei passi dell'opera-reperto è vicina alla tradizione partenopea, con l'abbandono del volgare toscano. Virgilio è un piccolo abitante di questo mondo, che il viaggiatore-professor Giobbe incontra nel suo safari. Professore che lega gli avvenimenti dell'attualità alla narrazione di situazioni che in pochi conoscono e sulle quali, ma non da oggi, Giobbe Covata tiene alta l'attenzione. In scena è un susseguirsi di battute esemplificative con qualche personaggio che arriva direttamente dalle esperienze teatrali già viste, come il confronto tra bambini e studenti italiani ed africani. Scorre veloce il tempo e quando si arriva alla fine dello spettacolo (cui il pubblico tributa una serie di minuti di applausi) non ci si rende nemmeno conto del viaggio effettuato. Su una lavagna Giobbe disegna schemi e racconta favole, dal leggio propone l'opera e poi si addentra con il suo solito umorismo pungente e che non lascia spazio a doppi sensi o a difficili interpretazioni nello specifico dell'avventura. Dalla corsa per trovare un'acqua che no c'è, e quando c'è è più marrone del caffé, alla vita in un container in cui il caldo domina e detta legge ogni giorno. Uomini, donne, giovani e meno giovani: nessuno viene risparmiato dall'inventiva del professor Covatta. Dramma e comicità si fondono nel solito connubio spassoso dell'attore partenopeo. Uno spettacolo che con leggerezza dà la possibilità di aumentare la consapevolezza sulle zone del mondo meno fortunate, ma anche sulla realtà di tutti i giorni. Salvini, Madia, Lotito e napoletani in vacanza. Un potpourri che vede insieme i Turkana e la loro immensa fisicità, insieme a Sharon, che a Malindi mostra la sua opulenza in un costumino tutt'altro che casto. Uno sguardo pulito sul mondo che ci circonda e di fronte al quale spesso chiudiamo gli occhi.