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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

La Vecchia cerca il primo acuto. Rocchetti "Campionato difficile"

Domenica contro l'Atletico la formazione nerazzurra proverà a sbloccarsi dopo i due pareggi in apertura di stagione



Rocchetti durante l'allenamento ©Facebook

Due punti incassati, ma solo uno buono,  non bastano ad un Civitavecchia affamato, in cerca del primo acuto da 3 stagionale. L’occasione potrebbe essere ghiotta in tal senso ora, alla terza giornata, quando come da calendario, i nero azzurri ospiteranno in casa l’Atletico Vescovio fermo attualmente a quota zero. In casa però il Civitavecchia di fatto non ci giocherà: i tirrenici, come è noto, non potranno usufruire del Fattori e saranno costretti a salire in collina, ad Allumiere, campo La Cavaccia. Se sarà indolore questo forzato spostamento solo il tempo potrà dirlo: certo non poter vedere il Civitavecchia esibirsi a via Attilio Bandiera è un colpo durissimo per chi ama i colori nerazzurri. “L’inizio della stagione -spiega Andrea Rocchetti tecnico della prima squadra- ci ha riservato notizie un po’ scoraggianti ma ciò potrebbe fornire all’ambiente stimoli ulteriori, per costruire tutti insieme una buona stagione sotto ogni aspetto”.

Sia nel match col Ronciglione che nella gara del Nicolino Usai col Casal Barriera, il Civitavecchia ha mostrato di poter reggere bene l’impatto con un girone A decisamente complesso anche se viterbesi e capitolini non sono squadre di media alta classifica, sulla carta. “Il rammarico -prosegue Rocchetti- per non aver raccolto almeno quattro punti su sei c’è ma è aumentata anche la consapevolezza dei nostri mezzi: il campionato è difficilissimo e noi siamo una squadra giovane che ha qualità però”. La campagna acquisti dei civitavecchiesi non è stata faraonica ma oculata: Rocchetti guida un Civitavecchia rinnovato ma soprattutto essenzialmente rimodulato. “Condivido  i programmi e le filosofia tracciata dal club: per anni il Civitavecchia ha investito sul settore giovanile ed ora è giusto che, anche la prima squadra raccolga i frutti di tale strategia pianificata nel tempo: dei cosiddetti grandi ho fiducia, sono ragazzi perbene che lavorano seriamente sul campo, questo per me è già una garanzia”.