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Lazio, la Rivoluzione frutta: ora serve continuità

I biancocelesti tornano alla vittoria dopo il cambio in panchina: ma non è l'unica rivoluzione andata in atto



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È stata una vera e propria Rivoluzione, con la R maiuscola. La sconfitta con lo Spezia ha lasciato strascichi importanti e la Lazio ha sfruttato la settimana di riposo per cambiare volto. Il cambiamento che più salta all'occhio naturalmente è quello del mister: via Ruggeri, al suo posto Fratini. Il primo ha purtroppo deluso le aspettative. Ha lasciato la squadra in penultima posizione, ma soprattutto, e questo è stato forse l'aspetto che ha portato la società a cambiare, senza una vera identità di gioco. Dentro allora Fratini, che nella sfida con il Torino ha fatto capire subito che chi vuole scendere in campo, se lo dovrà guadagnare sul campo, negli allenamenti, con sudore e sacrificio. Prima il gruppo, poi il singolo. Sembra questo il primo impegno della Rivoluzione. Fuori tanti nomi noti, a partire da Mancino e Riosa . Le due punte di diamante della squadra hanno preso posto in panchina. Dentro al loro posto Marinacci e Petrucci. Una coppia che ha convinto, in particolar modo il primo, che ha segnato il gol vittoria, a coronamento di una prestazione fatta d' umiltà. E allora ecco arrivatial secondo mantra di questa Rivoluzione. La squadra deve essere unita, capire il momento e pensare di collettivo, ma con umiltà. Può capitare anche di doversi difendere, rientra nell'andamento della sfida e del periodo. E tutti gli 11 in campo hanno messo in mostra questo aspetto. L'ultimo fondamento della Rivoluzione è il lavoro. Nulla è dovuto, il campo è assoluta verità. Chi sta meglio gioca, senza se e senza ma. Ora l'obiettivo deve essere la continuità, per ritrovare fiducia e morale. Solo il tempo ci dirà se questa Rivoluzione porterà i suoi frutti.