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Lazio, uno sguardo ai reparti: ecco l'attacco di Fratini

Andiamo a vedere il reparto offensivo della squadra biancoceleste attraverso i numeri e alcune analisi



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Se avevamo apostrofato la difesa come il reparto più in difficoltà (si parla naturalmente di fase difensiva), si devono invece dare i giusti meriti all'attacco. Andando a fare una semplice analisi statistica, sicuramente è questo il baluardo di una squadra che quest'anno ha vissuto di alti e bassi. I 37 gol segnati sono un nunero che valgono il secondo posto virtuale in questa speciale classifica, dietro solamente alla Juventus, inarrivabile a quota 71. Tra gli umani, la Lazio è la migliore. Abbiamo visto con la difesa come i numeri erano incredibilmente migliorati con il cambio in panchina. Allo stesso modo bisogna però sottolineare come i quelli offensivi siano leggermente in calo. La differenza non è enorme, con i 20 gol fatti sotto la guida Ruggeri e i 17 sotto quella Fratini. Ció che salta all'occhio maggiormente è pero l'andamento in trasferta: ai 12 gol della prima parte di stagione, ne sono seguiti solamente 5. Un dato che evidenzia le difficoltà dei biancocelesti lontano da Roma, dove invece le 12 reti messe a segno identificano un miglioramento rispetto alla gestione precedente. Passando invece ai protagonisti, non si può non partire da Riosa. La punta biancoceleste aveva fatto parlare di sé, e molto, lo scorso anno. Questa stagione, complici anche i risultati di squadra altalenanti, non si è espresso con continuità sui suoi livelli. I 6 gol messi a segno gli valgono lo scettro di capocannoniere dei capitolini, ma uno con le sue qualità fisiche, a questo livello, può fare molto di più. Quando rincorre un avversario dal primo minuto capisci che quella è la sua partita, quando non lo fa il risultato potrebbe essere differente. Riosa è l'attaccante di riferimento per una squadra, quello che pulisce tanti palloni per sporcarli poi in rete. Si gioca tutto sul carattere, ed ecco perché, come si diceva in precedenza, è dai primi minuti che si capisce se Riosa potrà essere l'uomo partita oppure no. Linea di pensiero molto simile per Mancino, anche se in questo caso le caratteristiche sono completamente l'opposto. Tra un esterno e un trequartista, il giovane numero 10 viene spesso a prendere palla a centrocampo con l'intento di far girare la squadra. Basta una scintilla per accenderlo, come una folata di vento per spengerlo. Giocatore imprevedibile se ce n'è uno. La costanza è invece la qualità di un altro personaggio dell'attacco biancoceleste. Marinacci difficilmente può sbagliare una partita dal punto di vista emozionale. Esterno con Fratini, si è guadagnato un posto tra i titolarissimi. Gamba e fisico importanti e anche fiuto del gol. Sono infatti 5 quest'anno, che considerando la stagione è un numero niente male. Ogni tanto può perdere qualche pallone di troppo, ma è uno che non molla mai. E non mollare ce l'ha scritto sulla maglia anche Castigliani, la freccia dell'arco di Fratini. Un moto perpetuo, su e giù per tutto il campo. Sprint da velocista e qualità tecniche da giocoliere. Tallone d'Achille la visione di gioco. Mancano ancora i tempi di gioco, quando servire un compagno e quando non farlo. Scelte che possono anche indirizzare una partita e sulle quali Castigliani dovrà lavorare se vuole fare il salto definitivo.