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Categorie: Nazionali - under 17

Lirim Kastrati: il "mastino" della Roma venuto da lontano

Contro l'Atalanta, il gol del difensore albanese di origini kosovare ha acceso la rimonta giallorossa: il suo destro vincente è stato solo l'apice di una stagione perfetta



Contro l'Atalanta, la Roma ha giocato la miglior partita dall'inizio dell'anno. Squadra compatta, matura e in grado di gestire al meglio un match condotto per larghi tratti. A sorprendere, nell'undici di Trigoria, è stata soprattutto la capacità di annullare l'enorme potenziale offensivo a disposizione del team bergamasco. Nel quartetto difensivo schierato dai giallorossi, stavolta, a farla da padrone è stato Lirim Kastrati, protagonista a sorpresa nel big match del Manuzzi.


Lirim Kastrati, il Mastino di Malisheve © Del GobboDa Malisheve a Trigoria La storia di Lirim Kastrati parte da lontano. Il classe '99 è nato infatti a Malisheve, città del Kosovo. Da quelle parti, la quasi totalità della popolazione è di etnia albanese e, ovviamente, la famiglia di Lirim non fa eccezione. Non è un caso infatti se il centrale viene convocato proprio nella nazionale dell'Albania (con cui è anche andato a segno nelle qualificazioni all'Europeo Under 17 nel match contro il Galles finito 1-1, ndr) con cui sino ad oggi ha totalizzato sei presenze in partite ufficiali. Da giovanissimo Kastrati arriva in Italia dove comincia a giocare con il San Paolo Padova. In molti si accorgono delle sue qualità tanto che, nell'estate del 2013, Bruno Conti decide di portarlo a Trigoria bruciando la concorrenza di tante big come Juve, Inter, Padova o Fiorentina. Dai Giovanissimi Nazionali di Coppitelli comincia dunque la scalata di questo difensore che vince subito lo Scudetto per poi ripetersi la stagione successiva con il suo secondo tricolore con gli Allievi, visto che è stato inserito da sotto età nel gruppo dei '98. Ora, arriva a Cesena come leader della difesa giallorossa, pronto a trascinare i suoi alla conquista dell'Italia.


Working class In campo Kastrati è uno di quelli che magari non ruba l'occhio per giocate o numeri d'alta scuola. Difensore d'altri tempi, quando alla forma si preferiva la ben più concreta sostanza. Il centrale di Trigoria è infatti questo: semplicità e concretezza. Assieme a Cargnelutti ha saputo erigere un muro che, quest'anno, in pochi sono riusciti a valicare. Non è un caso, infatti, se la Roma si è presentata a questa Final Eight vantando la retroguardia meno battuta d'Italia. Con l'Atalanta è emerso tutto il suo potenziale, soprattutto contro le accelerazioni fulminanti di Latte Lath e i guizzi di Capone. Kastrati non ha lasciato loro nemmeno le briciole, sfruttando il suo senso della posizione acuito poi da un'esplosività che gli hanno spesso permesso di sbrogliare in extremis situazioni decisamente velenose. A tutto questo ci ha aggiunto anche quella zampata nel primo tempo che ha riacceso le speranze in casa di una Roma costretta ad inseguire dopo appena tre minuti. Ancora una volta, Lirim, ha preferito la sostanza lasciando il segno in uno degli appuntamenti più caldi dell'anno. I fronzoli lui li lascia ad altri, Toti lo sa e se lo gode, ma ora si scervella su chi dovrà raccogliere la sua eredità contro la Fiorentina. La seconda ammonizione, dopo quella con il Bologna, è costata cara a Kastrati che salterà infatti la sfida di domani con i viola. Un'assenza pesante per la Roma che perde così quello che, a sorpresa, è stato a tutti gli effetti l'uomo in più contro l'Atalanta.