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Categorie: Calcio a 8

Magnitudo, Daniele Ercolani "Punto forte sulla tecnica"

Le parole dell'allenatore dei portieri delle categorie A2,B e U21 della società giallonero



Daniele Ercolani allenatore dei portieri della MagnitudoDaniele Ercolani, direttore generale e allenatore dei portieri, fa il punto della situazione in casa Magnitudo. Per una stagione che sta cominciando ad entrare nel vivo, con il campionato di Serie B giunto alla 2° giornata – di fatto quella inaugurale per i ‘gialloneri’, considerando il turno di riposo già scontato -, ed in generale con la voglia e l’ambizione di fare bene in tutte le categorie. “Le nostre squadre sono una sorta di foglio bianco – ha commentato Ercolani. L'Under 21 di mister De Witt è una formazione che potrà dire la sua, ma essendo nuova dovrà innanzitutto consolidarsi. Ci sono grosse potenzialità, però bisogna costruire il gruppo. C'è l'intenzione di fare un buon campionato e di non perdere nessuno nel corso dell'anno, in quanto ci sono giovani che dobbiamo valorizzare e mantenere per il futuro. Per quanto riguarda la B, allenata da Sciuto e dal suo vice Ligori, questa è una squadra seria ed affiatata. I nostri obiettivi dipenderanno dalle avversarie che capiteranno nel girone; una sorta di terno al lotto. La A2 ha grosse potenzialità, però arrivando dal calcio a 5 dovrà come prima cosa calarsi nella nuova disciplina. La garanzia è il tecnico, Simone Rossi, che saprà impostarli a mestiere”. Con Daniele Ercolani abbiamo inoltre parlato di quello che è, a tutti gli effetti, il suo ‘pane quotidiano’. “In A2 abbiamo 2 portieri e uno nel gruppo dell’Under 21. In quest’ultima categoria abbiamo 3 prospetti interessanti, che combatteranno tra di loro per guadagnarsi il posto da titolare nel campionato Petrolio. Sono molto livellati e ci sarà una competizione che potrà permettere a tutti di crescere affinché trovino il loro spazio. Per quanto riguarda gli adulti al momento è un gruppo di solo allenamento che poi parteciperà a varie competizioni. Ma è sicuramente la squadra che mi dà maggiori soddisfazioni perché lì vedo la passione e l'impegno, nonostante la giovane età. Lo stesso vale per i portieri della categoria over; discorso opposto per loro perché potrebbero quasi essere miei genitori, ma comunque sono sempre i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene”. Il tratto in comune è la metodologia di lavoro impostata negli allenamenti: “Punto forte sulla tecnica. Portieri di calcio a 8 ci si diventa, anche se secondo me esistono numeri 1 maggiormente valorizzati da questa disciplina perché bravi tra i pali ma che faticano nelle uscite, anche per motivi di altezza. Quindi si esaltano estremi difensori che hanno maggiori qualità nella parata rispetto all'intervento in uscita alta. Per come interpretato da noi, il calcio a 8 è molto simile al calcio a 11, soltanto che giocato in un campo più piccolo. Ha delle dinamiche diverse, ovviamente, perché il portiere può lavorare di meno sulle uscite alte. C'è la difficoltà del tiro, quasi sempre ravvicinato, e della deviazione, molto frequente. Il gioco è più frenetico rispetto al calcio a 11, e quello che conta è il posizionamento perché le porte sono larghe e si soffre il tiro sul secondo palo, e peraltro non essendoci il fuorigioco l'attaccante può allargare lo specchio. Quindi si evita il tuffo plastico e si predilige lo spostamento. Il calcio a 8 è un ibrido, e tra le tre discipline direi che è quella più divertente perché ha il dinamismo del calcio a 5 e la giocabilità di quello a 11”