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Minturno, lo sfogo del presidente Antonio Pacera

Il racconto del caos scatenatosi sulla decisione arbitrale durante il match casalingo del Minturno contro il San Giorgio



Antonio Pacera @MinturnoMinturno vs Pro Calcio San Giorgio 2008. Gara valida per la 23esima giornata del campionato di II Categoria. Siamo al 47' del secondo tempo, al secondo minuto di recupero dei quattro decretati dal direttore di gara e i padroni di casa stanno vincendo 1 a 0 contro pronostico. C'è un contatto in area di rigore ospite con un giocatore del Minturno che finisce a terra. L'arbitro si avvicina al calciatore, c'è uno scambio di parole con quest'ultimo e la successiva decisione di sospendere la partita per “minaccia all'incolumità del direttore di gara”.


Queste le parole e la furia nel racconto del presidente del Minturno, Antonio Pacera: “Noi pensavamo avesse fischiato la fine del match, non c'era balenata in testa l'idea che avesse potuto sospendere la sfida perché semplicemente non era successo nulla. Sono salito su a parlare direttamente con l'arbitro per capire cosa stesse succedendo. L'ho rassicurato sul fatto che davvero non c'era nessun pericolo anche perché stavamo vincendo una partita importante. Non sarebbe andato a nostro vantaggio far sospendere un incontro che avremmo vinto dopo neanche centoventi secondi di gioco. Alla fine l'arbitro si è deciso di far terminare la partita ma lo ha fatto solo per un 'pro-forma', non per altro. Tanto è che l'altra squadra si era già fatta la doccia, alcuni giocatori del San Giorgio sono tornati in campo con la tuta, le scarpe da ginnastica perché convinti di vincere la partita a tavolino. Hanno terminato la partita in 7, d'altronde erano passati da 30/40 minuti. Facendo varie telefonate ho poi saputo che l'arbitro si era andato a far refertare dicendo di esser stato spinto e quant'altro. Una cosa è certa: se mi fanno perdere la partita 3 a 0 a tavolino o anche se me la fanno ripetere, io ritiro la squadra. Non posso andare avanti così, ho già subito fin troppi torti. Ho speso soldi di tasca mia, ho costruito la squadra per andare a vincere il campionato e sono stato veramente penalizzato più volte dagli arbitri che la Federazione mi manda. Farò una battaglia perché non posso accettarlo, mi cadono le braccia a terra. Ora aspettiamo mercoledì e giovedì per vedere quale decisione prenderanno. Noi abbiamo mandato immediatamente un fax alla Federazione nel quale abbiamo avvisato che faremo ricorso. Questa sera invieremo un'ulteriore comunicazione nella quale spiegheremo come sono avvenuti i fatti e poi ci muoveremo di conseguenza. In 40 anni di calcio non ho mai visto una cosa del genere. Mancano due minuti di recupero e sospendi la partita. Il bello è che poi l'arbitro ha pure espulso il giocatore in questione, quindi non capisco. Tu lo cacci, quello esce fuori e finisce lì. Non si sono avvicinati altri giocatori. Ma poi di cosa dobbiamo minacciarti? Stavamo vincendo 1 a 0, cosa ce ne veniva a noi?”.


“L'ultima me l'hanno fatta un mese fa: nella settimana della nevicate, non quella fermata su ordinanza, quella prima. Dovevamo giocare contro la prima in classifica che, dando per scontato non si giocasse, si era presentata con due uomini in vacanza e tre giocatori espulsi. L'arbitro si è presentato al campo con moglie e figlio, è stato una ventina di minuti e se ne è andato dichiarando l'inagibilità del campo. Ad un kilometro dal mio campo si è svolta regolarmente un'altra partita dello stesso campionato. E' uno schifo. Loro erano in dodici con due portieri e avevano due/tre ragazzi del settore giovanile, probabilmente avremmo vinto quella partita. L'arbitro da regolamento deve stare almeno 30 minuti presso il campo prima di prendere la decisione”



“Mi farò sentire in Federazione perché mi sono rotto le scatole. Ho sempre fatto tutto con precisione: iscrizione, mai avuto un problema con le multe e alla fine per le classiche amicizie succede ciò. Per una partita del genere poi mi mandi un ragazzino che ha paura pure dell'ombra sua invece che un arbitro con polso. Abbiamo 250 tifosi che sono stati bravissimi. Ho pure provato a tranquillizzarlo dicendogli che avrei fatto venire i carabinieri per far terminare il match come da normalità e invece si è spaventato senza alcun motivo fondato”.