Notizie

Moroncelli: "Un evento che rispecchia i suoi valori"

Il direttore, organizzatore del memorial dedicato al compianto allenatore: "Bello vedere un bambino giocare a calcio, il modo migliore per ricordare Fabio".



Un dipinto dedicato a Fabio Ronconi


Il “Memorial Fabio Ronconi” è entrato nel vivo, con le squadre coinvolte hanno portato a termine il primo turno di sfide della fase a gironi. Così, è giunto il momento di un primo giudizio sullo svolgimento di questa manifestazione, in onore dell'indementicato allenatore. Lo ha fatto il suo amico e direttore, nonché organizzatore del torneo, Giordano Moroncelli: “Cominciamo ad avere riscontro di quello che avevamo progettato: di dar vita ad un torneo equilibrato tra squadre che l’anno prossimo faranno il salto nell’agonistica. Quella dei 2005 è una competizione molto divertente, le partite vengono ribaltate in pochi minuti. Con l’avanzamento ai turni successivi il divertimento sarà ancora più alto”. La differenza con gli anni passati è proprio l’inserimento della categoria 2005, i prossimi Giovanissimi Fascia B. “Questa scelta è stata dettata dal fatto che è bello vedere un bambino che gioca a calcio. In loro si vede quella purezza che manca un po’ tra i ragazzi più grandi, dove si pensa maggiormente ai risultati. Questo era il modo per onorare Fabio, un vero uomo di sport”, ha detto Moroncelli.

Giordano Moroncelli

L’ormai ex direttore del Città di Ciampino ha poi raccontato il primo incontro con Ronconi e la motivazione che ha spinto a dar vita a questo memorial: “L’ho conosciuto per “sbaglio”: entrambi siamo stati chiamati al Futbolclub da Stefano Portieri, affinché lavorassimo alla prima squadra. Mi fece subito qualche battuta, rompendo il ghiaccio. Era una persona pura e vera, che sapeva incarnare i valori dello sport. Onestamente è stato quello che mi ha portato ad avere un’altra visione del calcio. È grazie a lui che oggi faccio questo lavoro, prima svolgevo questa attività come divertimento. È stato un punto di riferimento. Per questo è importante che persone come Fabio non vadano dimenticate. Queste giornate di sport le dedichiamo a lui, perché nel calcio, come nella vita, chi non ricorda il passato non avrà mai un futuro. I suoi insegnamenti vanno trasmessi. All’inizio, quando viene a mancare una persona viene quasi spontaneo volerla ricordare. Avevo il desiderio di farlo e la famiglia, con cui sono sempre in contatto, ha accettato. Mi sono prefissato l'obiettivo di far si che quello con Fabio sia un appuntamento che non mancherà mai”.