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Poste Italiane per l’inclusione lavorativa delle donne vittime di violenza

Il convegno, svolto in occasione della XVIII settimana della cultura d'impresa, ha coinvolto Istituzioni, imprese e centri antiviolenza.



Il tavolo dei relatori ©gaz_regSi è svolta oggi presso il Parlamentino CNEL, in occasione della XVIII settimana della cultura d'impresa, un incontro promosso da Poste Italiane sul tema dell’inclusione lavorativa delle donne vittima di violenza alla presenza di Istituzioni, imprese e centri antiviolenza.

La violenza contro le donne è un fenomeno grave e complesso, particolarmente diffuso nel nostro Paese che riguarda sia aspetti sociali che culturali del nostro vivere civile, e come tale va affrontato attribuendo particolare importanza sia allo sviluppo di un percorso di autonomia economica che al recupero di una serena dimensione di vita e di lavoro per le donne vittime di violenza.

Ad aprire i lavori è stato Massimiliano Monnanni, responsabile RSI – Governo dei Rischi di Gruppo – Corporate Affairs - Poste Italiane: ”Questa iniziativa è promossa nell'ambito di un percorso che affronta sotto vari aspetti la violenza di genere, tema sul quale oggi c’è grande attenzione. La strategia di Poste sul tema tiene conto di due criticità che si riscontrano al termine del percorso di riabilitazione di donne vittime di violenza quando si ritrovano a rientrare nel mondo del lavoro: la sistemazione alloggiativa e l’inserimento professionale. E’ su questo secondo aspetto sul che si è concentrata l'attenzione di Poste, attraverso un programma intevgrato di attività interne ed esterne. Un altro snodo fondamentale sono le attività di comunicazione e sensibilizzazione, grazie le quali dare visibilità a servizi di pubblica utilità, come il 1522. A seguito di una campagna che abbiamo realizzato impiegando i monitor dei nostri uffici postali, l’associazione ha registrato un picco di telefonate, a dimostrazione dell’efficacia di questo tipo di iniziative”.

Segue l’intervento di Francesca Bagni Cipriani, Consigliera di Parità Nazionale: ”Sono trent'anni che in Italia non ci muoviamo dai livelli di occupazione e carriera delle donne, La nostra rete, che conta su una consigliera per ogni provincia, ha il compito di vigilare il rispetto delle normative sul tema. Ogni anno raccogliamo i report delle azioni che vengono fatte sul territorio. Su 3000 accessi di denuncia di discriminazione, solamente un terzo vanno a buon fine, a fronte della paura di ritorsioni e difficoltà sulla vita lavorativa”.

E’ poi la volta di Lella Palladino, presidente D.i.Re:”Rispetto al passato siamo in tanti a parlare del tema dell'inclusone delle donne che escono da episodi di violenza. Non serve solo un'opportunità concreta, ma un percorso complesso che vada a ricostruire il danno alla loro autostima”. Luigia Fontecchia, del Telefono Rosa, prosegue sulla stessa linea:” La maggiore difficoltà è proprio quella di inserire le donne nel modo del lavoro. La principale problematica è renderle oggettivamente autonome. Abbiamo provato a proporre un percorso formativo che le riqualificasse professionalmente, per poi svolgere un tirocinio. Non si tratta di un intervento risolutivo, ma comunque è un primo passo che per alcune di loro si è tradotto in un periodo di assunzione”.

Interventi anche dal mondo dell’impresa con Maria Giuseppina Cimino, coordinatrice di Donne UCID Roma e Valeria Giaccari, Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA di Roma

A concludere i lavori, gli interventi istituzionali di Francesca Puglisi, Sottosegretaria di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Tiziano Treu, presidente CNEL.

“La violenza sulle donne è una violazione tremenda dei diritti umani – esordisce Puglisi - c'è molto da fare per sradicare un fenomeno strutturale, dimostrato dal fatto che negli anni calano i reati ma non i femminicidi. Ciò che dobbiamo fare è sostenere il nostro Paese in un vero cambiamento culturale che deve partire dalle scuole e dalle università. Queste ultime giocano un ruolo fondamentale per la formazione specifica degli attori quali medici, psicologi, avvocati e magistrati, ponendo attenzione sul tema della violenza. Serve un grande lavoro di squadra per cambiare la cultura di questo Paese”.

Conclude il presidente Treu:”La violenza sulle donne è fenomeno che ha radici profonde e va affrontato partendo dalla base. Per fare questo serve il contributo di tutti: Istituzioni, imprese, sindacati e infine le persone. Un plauso a questa iniziativa di Poste Italiane”.

Gli spor diversity manager presenti all'evento ©gaz_reg

All’evento hanno preso parte anche gli Sport diversity manager formati dalla Link Campus University nell’ambito de “L’Altra metà del calcio” - campagna di sensibilizzazione ed informativa per la prevenzione degli stereotipi di genere nel calcio dilettantistico, progetto promosso da Asilo Savoia, Gazzetta Regionale, Telefono Rosa e Link Campus e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Pari Opportunità. Una nuova figura che, attraverso lo sviluppo di piano di adeguamento sul tema della discriminazione, potrà migliorare la percezione dello stereotipo di genere all’interno delle scuole calcio e delle società sportive dilettantistiche.