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Presentato il nuovo lavoro della pianista Giusy Caruso

Presso il Conservatorio di Santa Cecilia la musicista calabrese ha svelato il suo nuovo triplo cd



La pianista e ricercatrice Giusy CarusoLunedì 11 marzo, dalle ore 19.00, in una giornata densa di esami ed esercitazioni accademiche, ha avuto luogo presso il ConservatoriodiSantaCecilia di Roma un'importante manifestazione che ha visto ospite la pianista e ricercatrice calabrese, di stanza a Bruxelles, GiusyCaruso.  Fulcro dell'evento è stata la presentazione del suo triplo CD dedicato ai  72 studi carnatici per pianoforte  del compositore francese JacquesCharpentier, allievo di Olivier Messiaen al Conservatorio di Parigi. Questi studi, totalmente impregnati dei sentimenti, gli umori, e la vitalità del Subcontinente Indiano, si nutrono di sonorità ed impasti afferenti all'Impressionismo musicale francese, legati dallo straordinario lavoro di ricerca armonica, ritmica e melodica del compositore.  Da una sua passata intervista la Caruso dice di avervi approntato un lavoro basato non solo sull’analisi musicologica della partitura, ma anche sull’analisi della sua performance, lavorando con lo stesso Charpentier e con esperti di musica indiana.  Il disco è una incisione live dell’esecuzione integrale degli studi, avvenuta durante il concerto Hommage à Jacques Charpentier, nell’Auditorium del Conservatorio di Carcassonne (26 Novembre 2016), ed è stata pubblicata per l’etichetta discografica americana Centaur Records, ottenendo significativi apprezzamenti da parte della critica internazionale di settore.  Dopo l'eccellente prolusione del M° Carla Conti, mentore della serata, nonché eminente didatta presso il Conservatorio di Santa Cecilia, Giusy Caruso ha offerto all'uditorio un video/spaccato della sua ricerca, compreso il lavoro sviluppato nell’Art Science Lab dell’IPEM – Istituto di Psicoacustica e Musica Elettronica dell’Università di Ghent - una metodologia sull’analisi dell’esecuzione pianistica utilizzando un sistema di telecamere ad infrarossi per il tracciamento dei movimenti, detto Motion Capture System. Attraverso questo sistema, oggi molto diffuso nella realizzazione dell’animazione in 3D, ella ha lavorato all’analisi dei suoi movimenti al pianoforte attraverso l’osservazione e lo studio dei dati del sua “avatar” riprodotto dal software.  La pianista calabrese è dunque passata all'azione, con l'esecuzione di una breve selezione dai 72 studi, comprendente l'integrale dell'ottavo ciclo, e incantando l'uditorio con le sue straordinarie qualità tecniche e musicali, su tutto gli squisiti fraseggi e le multiformi dinamiche, spazianti dall'impercettibile al fragoroso, e dando prova di grande sensibilità ed un dominio assoluto dello strumento.  I presenti in sala, sia addetti ai lavori che semplici appassionati, hanno applaudito coinvolti la performance e la ricercatrice, che ha illuminato per un'ora le antiche e pittoresche pareti della "Sala Medaglioni", in una serata d'arte ed informazione da incorniciare.  Unico grande assente, l'apparato studentesco dell'istituto e il relativo corpo didattico, a testimonianza del fatto che qualcosa nel nostro mondo accademico sembra non quadrare. Il lavoro di Giusy Caruso invece quadra eccome e, dopo aver toccato significative mete europee ottenendo importanti consensi in Russia, ora varca l'oceano per approdare in America, notizia ufficializzata dalla stessa artista proprio lunedì scorso.  Da parte nostra, oltre ai complimenti, le facciamo i migliori auguri ed un sentito in bocca al lupo !