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Categorie: UNDER 17 DIL. - Giovanili

Pro Cisterna, Solazzi: "Allenare in città e in provincia è diverso"

Il tecnico dei biancazzurri sottolinea le difficoltà nella zona pontina, in cui c'è troppa concorrenza



Il Pro Cisterna

Il tecnico del Pro Cisterna Latina Scalo Sermoneta, Paolo Solazzi, ha parlato delle difficoltà di allenare nella zona pontina, soprattutto in un campionato esigente come quello Elite: la massima categoria regionale per le formazioni giovanili. Basso bacino d'utenza e grossa concorrenza nel ristretto raggio di pochi chilometri sono gli aspetti che impediscono a queste squadre di 'provincia' di giocarsela alla pari con le capitoline. "Noi non facciamo mercato come le squadre di Roma, dove peraltro ci sono 7 milioni di abitanti. Qui nel giro di 10 chilometri ci sono 3 formazioni Elite, più la Samagor che gioca nei Regionali ma praticamente ha una rosa più forte delle nostre. Siamo costretti a dividerci quel ristretto numero di ragazzi, e dobbiamo cercare di farli crescere. L'obiettivo è quello di puntare alla loro formazione e non tanto al risultato. In caso di retrocessione ci rimboccheremmo le maniche e torneremo a lavorare per riconquistare la categoria. Poi nel settore giovanile ci sono le annate: dipende tutto dai giocatori a disposizione. La competizione nella nostra zona non aiuta a fare una squadra forte, quindi dobbiamo limitarci a ricavare il meglio possibile. Non esiste il mercato come per le romane, anzi noi in questo periodo abbiamo perso 2 giocatori. So cosa significhi allenare nella Capitale, qui la stessa situazione sarebbe inconcepibile. Bisogna solo tirare fuori il massimo, ma allenare in provincia e in città è completamente differente. Qui ogni giorno devi inventare qualcosa perchè manca la punta, il centrocampista o il difensore, e magari devi anche pescare dalla categoria più piccola". Aspetti che, ovviamente, influiscono sulle ambizioni di risultato. "Abbiamo iniziato il campionato adesso perchè il girone d'andata è stato abbastanza travagliato. Abbiamo la possibilità di fare molto meglio nelle prossime 14 giornate, ci sono ancora 42 punti a disposizione e la classifica è cortissima. La priorità è insegnare il calcio a questi ragazzi, poi se arrivassero anche i risultati sarebbe perfetto. Ma se pensassimo solo ai punti, smetterei di giocare a pallone e vivrei per difendere lo 0-0".