Notizie
Categorie: UNDER 17 DIL. - Giovanili

Rappresentativa, ecco il punto del ct Vincenzo Iannone

Lunga chiacchierata con il selezionatore del gruppo Allievi: dal gruppo squadra al calcio che gli piace, dalle insidie nella preparazione al Torneo delle regioni



Vincenzo Iannone (©GazReg)

Mercoledì siamo andati alla Borghesiana a trovare i ragazzi della Rappresentativa Under 17, riunitisi a via della Capanna Murata per un altro pomeriggio di allenamento, con annessa amichevole contro l'Under 19 della Lodigiani. Prima dell'inizio dell'attività, però, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Vincenzo Iannone, ct dei nostri Allievi: da un primo bilancio, al torneo delle regioni, passando dalle difficoltà e rischi in cui ci si può imbattere in rappresentativa al calcio che gli piace e che vorrebbe proporre, e giungendo, infine, a un commovente pensiero per il collega, ma soprattutto per l'amico, Maurizio Rossi. “Le nostre attività, tenuto conto delle difficoltà legate ai campionati e ai raduni nazionali, procedono bene”, esordisce Iannone, “il gruppo sembra ben motivato e composto da ragazzi tecnicamente e fisicamente validi: dobbiamo ora lavorare sulla testa, comprendere a che tipo di esperienze, di ritmi e di livello andremo incontro in futuro. Sono contento però di constatare, osservando i ragazzi presenti, l'ottimo lavoro svolto dai mister dei club da cui provengono. Questo ci faciliterà le cose”. Intensità, continuità, sono questi i concetti su cui mister Iannone vorrà battere in vista dell'ultimo periodo rimasto prima del grande appuntamento al Torneo delle Regioni. Un percorso difficile e insidioso, quello di preparazione, anche per lo stesso ct. Chiediamo a Iannone quali siano le principali difficoltà e rischi che un tecnico debba affrontare. “Il non capire la psicologia del ragazzo, il non riuscire a fare breccia ed entrare. L'entrare nella testa dei ragazzi è una priorità assoluta, perché per giocare, questi ragazzi sanno giocare. Anche in passato, quando allenavo, anni fa, la Rappresentativa Juniores mi rendevo conto che la lettura dei ragazzi e l'empatia con loro fosse il pilastro da cui partire, necessario per far sì che rendano al massimo, come fanno normalmente quando sono calati nel proprio contesto di club”. Un legame da stabilire proprio in vista del Torneo delle Regioni. “Una competizione dove il perdere una partita può compromettere il lavoro di un anno. Una competizione dove bisogna comprovare quel valore e quelle virtù che hanno portato questi giocatori in Rappresentativa. Non è semplice affatto. Ci sono ottimi giocatori, che sono autentici leader nelle proprie squadre, che quando vengono qui, alle volte, sembra quasi che spariscano. Stiamo lavorando proprio su questo aspetto, per poter manifestare tutto lo splendido potenziale che hanno anche in Rappresentativa, in modo da arrivare al Torneo delle regioni, con tutto il carico di pressioni che esso comporta, pronti”. Un'altra possibile difficoltà è quella di trasmettere alla squadra, in così poco tempo trascorso insieme, un qualcosa di simile a una propria identità. “Sicuramente l'avere un gioco, una traccia, aiuta molto, soprattutto in quelle partite contro avversari di alto profilo. Che tipo di gioco mi piace? Io sono della vecchia guardia, apprezzo il libero staccato. Sono cambiati i tempi, certamente, ma sono rimasto guardingo (sorride, ndr). Fra i centrali di difesa cerco sempre di trovare quello che possa staccarsi un po' di più per non andare incontro alle infilate. Le mie esperienze passate mi insegnano che spesso in tornei come quello che affronteremo sono i giocatori veloci a far saltare il banco. Le mie vittorie, le ho ottenute con il vecchio libero, con i marcatori, anche se oggi forse sono un po' fuori moda”. Per quanto riguarda il centrocampo, invece... “A me piace molto il trequartista. Più quello del gioco con i tre, devo dire. Il 4-3-1-2 è un modulo che mi piace, ma non sempre è possibile metterlo in pratica, chiaro, non sempre è possibile trovare quel tipo di giocatore. Se qui c'è? Ci sono diversi elementi che potrebbero farlo, anche se nella propria squadra giocano in maniera diversa. Mi viene in mente l'esempio di Orlandi, giocatore di grande fantasia e piede, oppure Chimenti, assai promettente, lo ricordo dai Giovanissimi. Vedremo, chissà”. A dicembre sono usciti i gironi del Torneo delle regioni: al Lazio toccherà la Sardegna, il Molise e la Liguria. “La Sardegna è sempre stato un avversario ostico per aggressività e fisicità, il Molise ha il vantaggio invece di far salire i suoi dai Giovanissimi: questo li porta ad avere un'aggregazione notevole che supplisce al gap tecnico. Per quanto riguarda la Liguria si tratta di una regione che fino a una decina di anni fa era una cenerentola, ma che ultimamente ha avuto una fortissima progressione... un avversario da non sottovalutare”. Riguardo i prossimi impegni della Rappresentativa: “Cercheremo di valorizzare qualche 2004, faremo tra una quindicina di giorni un raduno con i nostri ragazzi più qualche giocatore di Under 16. Allo stesso tempo continueremo a visionare nuovi ragazzi 2003, sono sempre aperto a inserire qualcuno. Diciamo che ad oggi siamo al 75% del completamento: c'è ancora un buon margine per nuovi ingressi. Amichevoli con le rappresentative? Non lo so, spererei con l'Umbria, c'era stato un contatto con loro in tal senso. Vedremo. I test con le professioniste Roma, Lazio e Frosinone sono invece già stati pianificati”.