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Categorie: Nazionali - under 17

Rimonta da finale: la Roma mata il Toro

Bucri e Bamba regalano ai giallorossi un'altra finale . Granata ko in rimonta, mercoledì a Ravenna ci si gioca lo scudetto



SEMIFINALE UNDER 17

ROMA-TORINO 2-1 

ROMA Cardinali, Coccia (21’st Calafiori), Semeraro, Simonetti (1’st Bucri), Cataldi, Laurenzi (1’st Santese), Parodi, Greco (38’st Carruolo), Bamba (38’st Proietto), Silipo (27’st Marini), Cangiano (21’st Molinari) PANCHINA Anatrella, Calafiori, Santese, Marini, Proietto, Carruolo, Molinari, Bucri, Barbarossa ALLENATORE Baldini

TORINO Lewis, Montenegro (12’st Celesia), Ricossa (34’st Morrea Bean), Leggero, Rotella, Enrici, Kone (12’st Vrikkis) (34’st Savino), Tesio (12’st Sandri), Del Bianco (12’st Garetto), Moreo, Bongiovanni (1’st Suanishi) PANCHINA Trombini, Spanishi, Morra Bean, Celesia, Righetti, Sandri, Vrikkis, Garetto, Savino ALLENATORE Sesia

MARCATORI Moreo rig. 30'pt (T), Bucri 4'st (R), Bamba 24'st (R)

ARBITRO Repace di Perugia

ASSISTENTI Pascali di Bologna e Caviali di Bologna

IV UFFICIALE Baldelli di Reggio Emilia

La Roma è in finale, ©GazReg


E sono tre! Dopo le finali raggiunte nelle annate delle Under 15 e 16 la Roma capitanata da Francesco Laurenzi vince per 2-1 in rimonta sul Torino e conquista la possibilità di giocarsi l’atto conclusivo per lo Scudetto 2018 mercoledì prossimo al “Bruno Benelli” di Ravenna alle 20,30. Come Giulio Cesare capace di attraversare il Rubicone in sfida al Senato per poi iniziare la guerra civile, i giallorossi di Francesco Baldini superano l’ostacolo granata a Savignano, sulle sponde del fiume romagnolo, dopo un match combattuto, aspro e per larghi tratti spezzettato dai numerosi falli commessi dai piemontesi.

Equilibrio L’inizio è di marca torinista: al 2’ punizione dal limite di Moreo, traiettoria a mezza altezza che si spegne sulla folta barriera giallorossa. Ancora Toro al 6’ con Tesio che raccoglie un rilancio corto della difesa della Roma, ma non inquadra la porta. Pressing molto alto nei primi venti minuti da parte della formazione di Sesia che lascia pochi spazi alle trame di impostazione dei romani. Le occasioni latitano, i centrocampi corrono, ma si annullano a vicenda. Al 21’ la Roma sfiora il vantaggio: cross di Greco, conclusione di Simonetti alta di poco. 23’: doppia chance per la Roma. Silipo lanciato a rete dall’ottima verticalizzazione di Parodi, trova l’uscita bassa e tempestiva di Lewis. Ritmi alti, ripartenze a raffica e i rischi in area sono molti: al 26’ cross dalla destra non sfruttato da Del Bianco. Al 28’ Cardinali compie uno straordinario colpo di reni e nega il gol a Moreo.

Toro di rigore Alla mezz’ora l’episodio che fa girare la semifinale in favore del Torino: Cataldi atterra Rotella e Repace di Perugia non ha dubbi. È rigore. Dagli undici metri calcia Moreo, Cardinali spiazzato. La Roma reagisce immediatamente, ma il primo tempo scivola via senza ulteriori sussulti.

Intensità Roma Nella ripresa Baldini effettua subito due sostituzioni e proprio Bucri, che quest’anno ha avuto meno spazio, si rivela il cambio vincente: al 4’ discesa poderosa di Semeraro sulla sinistra traversone raccolto dall’attaccante giallorosso che infila Lewis con una zampata fenomenale sul primo palo. Sull’onda di entusiasmo la Roma assale all’arma bianca la tre quarti granata e attacca con continuità allargando il raggio di azione. Sesia stravolge la squadra: ne cambia quattro al 12’ e forse qui perde la partita prima che lo dica il risultato. Anche i subentrati soffrono la strapotenza di Bamba, tra i più dinamici e propositivi, che mette alla prova i riflessi di Lewis per due volte nel giro di cinque minuti: al 15’ quando con un tiro-cross insidioso lo costringe a rifugiarsi in angolo e al 20’ tentando il rasoterra di potenza. Ma al 24’ l’ivoriano colpisce e gioisce direttamente da corner: traiettoria sul primo palo coperto, per modo di dire, da Lewis. Il portiere torinista commette una topica clamorosa non bloccando il pallone e permettendo allo stesso di terminare in rete. Si alza il coro “Roma, Roma, Roma, Roma”: il finale è racchiuso nel tutto per tutto del Toro. Tutto che porta a niente. La finalissima è della Roma di Baldini che ora vuole imitare Giulio Cesare e vincere anche l’ultima battaglia.