Notizie

Road To The Future: Cagliari, Federico Marigosu ai raggi X

Andiamo a conoscere, attraverso l'analisi delle loro caratteristiche, i prospetti più interessanti del futuro a livello nazionale: vediamo Marigosu



Federico Marigosu @CagliariCalcio

Nel mese di gennaio, sulle colonne di Gazzetta Regionale è stato dedicato ampio spazio alle Top 11 delle varie categorie. Andiamo ad analizzare più da vicino i vari protagonisti di quelle particolari formazioni. Per un bambino giocare nella sua squadra del cuore è un sogno che alimenta la passione per il calcio. Un sogno che riesce a stimolarti a fare più di quello che la testa ti impone. Un sogno che Federico Marigosu è riuscito a realizzare, in attesa del passo più importante. Un viaggio che inizia da piccolo, quando Marigosu già faceva vedere che con il pallone aveva un rapporto diverso rispetto ad altri. Una crescita costante del classe 2001, capace di bruciare le tappe grazie a delle qualità difficilmente ignorabili. Con maestri come ex giocatori del calibro di Suazo, il giovane centrocampista è cresciuto anche tra le delusioni, come fu per quel decimo posto al primo anno di Under 17, poi riscattato la stagione dopo con un quarto posto di prestigio. Un'annata fantastica che lo ha proiettato di diritto nel campionato Primavera. Il 23 settembre del 2018 è la data che messo nel mondo dei grandi quel bambino che era partito da lontano con un sogno nel cassetto e che si è realizzato in parte con l'esordio in Primavera, nel suo Cagliari contro la Juventus. La prima stagione nella massima serie giovanile si conclude con 4 gol e 3 assist. Ma è in questa stagione che Marigosu si è confermato come il talento che prometteva di essere. Il Cagliari delle meraviglie ha stupito tutti: prima dello stop era al secondo posto in classifica, a 3 punti da una Atalanta maggiormente quotata e che sulla carta non avrebbe dovuto avere rivali. Solo il Coronavirus poteva fermare la corsa di una squadra sorprendente e che aveva in quel bambino diventato adulto il suo leader tecnico. Un numero 10 tutto fantasia, capace di cambiare un match solamente con una giocata. Perfetto nel 4-2-3-1 disegnato da Canzi nel ruolo di trequartista: destro naturale, ma che non ha problemi nell'usare anche il mancino; i suoi compiti non si limitano a inventare, ma si estendono alla costruzione del gioco. Capace di giocare alla grande le due fasi di gioco grazie ad un fisico da non sottovalutare, è capace di muoversi tra le linee, facendo all'occorrenza anche l'ala. Un giocatore completo che pecca però nelle conclusioni verso la porta, il vero aspetto da migliorare nel suo gioco. Un piccolo De Bruyne, che però deve ancora completare il suo sogno. La Primavera è solo un primo passo verso un esordio completamente diverso da quello, da ricordare, del 23 settembre 2018: la Prima Squadra lo aspetta, in attesa di scrivere un'altra data importante nella sua biografia.