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Roma, i postumi di un derby da dimenticare al più presto

Nel derby contro la Lazio la difesa giallorossa è tornata a fare acqua da tutte le parti



©De Cesaris

La consapevolezza di essere più forte dei tuoi avversari non basta, bisogna dimostrarlo, sul campo. Le aspettative riposte in questo derby, sponda giallorossa, erano tante, ma sono state deluse tutte. In primis da Alessio Riccardi: un giocatore del suo calibro, uno dei classe 2001 più forti in circolazione, partite del genere deve deciderle. Deve fare da traino ai compagni e così non è stato. Discorso simile per Providence, completamente fuori dal gioco nel primo tempo, concluso con un gol divorato a pochi metri dalla porta biancoceleste. Estrella, invece, è stato letteralmente incatenato dai due centrali biancocelesti, Franco e Kalaj (protagonisti di una grande prova) vedendosi sovrastato in ogni pallone crossato in area. A proposito di cross, i traversoni dalle fasce sono stati l'unico modo in cui la Roma ha provato ad impensierire la retroguardia laziale, peraltro senza riuscirci. Le imbucate centrali e le ottime trame proposte solitamente dai ragazzi di De Rossi non si sono viste ed in questo ha influito probabilmente la poca propensione offensiva di Bove che fa dell'inserimento l'arma vincente per bucare le difese avversarie. Ai giallorossi sono mancate anche le geometrie di Darboe, evidentemente in difficoltà sotto il pressing della squadra di Menichini... e quell'ingenuità sul fallo da rigore a rendere ancor più opaca la sua prestazione. Le uniche due luci, in una giornata tremendamente buia per la Roma, sono state accese da Zalewski e Tall. Il polacco, uno dei più piccoli in campo, è stato l'ultimo ad arrendersi, lottando su ogni pallone e cercando di trovare la giocata decisiva. Il grosso attaccante classe 2001, invece, subentrato dalla panchina, ha perlomeno battagliato con la difesa laziale, mettendola in apprensione in alcune circostanze.

Parodi su Falbo ©De Cesaris

Se centrocampo e attacco, fatta eccezione per alcuni elementi, hanno giocato una partita non all'altezza delle loro qualità, è stata la difesa ad inscenare un vero e proprio film horror. Errori di posizione, tecnici e di attenzione l'hanno fatta da padrone. Parodi sulla destra regala il pallone a Raul Moro, da cui poi scaturisce il gol del vantaggio biancoceleste, con Plesnierowicz che completa l'opera non riuscendo a respingere il tiro di Shehu che pian piano supera la linea. Bianda, invece, dopo alcune partite in cui sembrava in ripresa, è tornato ai suoi soliti momenti di appannamento, peccato che nel derby questo momento sia durato 90 minuti. Tornando a Parodi, come se non bastasse il modo in cui ha giocato una delle partite più importanti dell'anno, sul finale di gara si è anche fatto espellere per un entrata da 2 in pagella che avrebbe potuto far male, seriamente, a Falbo. Una giornata da dimenticare al più presto.