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Categorie: Nazionali - Under 15

Roma il cuore non basta: l'Atalanta è campione d'Italia

I giallorossi, dopo una finale da brivido, vengono piegati dalle giocate di Traorè e Cortinovis. I nerazzurri, dopo lo scudetto con gli Allievi, centrano uno storico double



GIOVANISSIMI NAZIONALI

FINALE SCUDETTO

ROMA-ATALANTA 0-2

MARCATORI 11'pts Traorè, 6'sts Cortinovis

ROMA Giuliani, Parodi (5'st Carruolo), Semeraro (5'sts Bouah), Santese, Cataldi R. (15'st Simonetti), Laurenzi (5'st Coccia), Bamba (5'sts Di Bartolomeo), Greco, Barbarossa, Riccardi, Cangiano PANCHINA Anatrella, Cusumano, Proietto, Marini ALLENATORE D'Andrea

ATALANTA Gelmi, Bergonzi, Brogni, Finardi (9'pts Moukam), Okoli, Raccagni, Ghislandi (26'st Kichi N'Da), Gyabuaa, Piccoli (9'pts Boafo), Cortinovis, Traorè (5'sts Galati) PANCHINA Avogadri, Solcia, Lancini, Campello, Albani ALLENATORE Lorenzi

ARBITRO Angelucci di Foligno

ASSISTENTI Trasciatti di Foligno e Gentileschi di Terni

NOTE Ammoniti Cataldi, Gyabuaa, Coccia Ang. 2-4 Rec. 0'pt – 3'st; 3'pts - 3'sts




L'Atalanta centra uno storico double vincendo lo scudetto sia con gli Allievi che con i Giovanissimi © De CesarisUna finale esaltante, di quelle che fanno bene al calcio. Roma e Atalanta hanno dimostrato sul campo di meritarsi ogni singolo elogio ricevuto in stagione. Dopo novanta minuti da brivido, in cui si è lottato su ogni singolo centimetro, la Roma si è dovuta inchinare ai muscoli di un'Atalanta uscita alla distanza grazie anche alla qualità di due autentiche perle del settore giovanile orobico. Se il Duca Cortinovis è ormai nome noto, quello di Traorè (classe 2002) è il nuovo gioiello e probabilmente anche quello più brillante d'Italia. Alla Roma non resta che asciugarsi le lacrime e guardare a testa alta ad al futuro perchè una sconfitta, per quanto possa bruciare, non può assolutamente cancellare quanto fatto da un gruppo che saprà prendersi le sue rivincite.



Senza complimenti La Roma parte bene, aggressiva, dimostrando di volersi giocare a viso aperto questa finale. Atteggiamento che, se da una parte mette sotto pressione i ragazzi di Lorenzi, dall'altra espone i giallorossi a qualche inevitabile rischio. Dopo un paio di fiammate di Ghislandi è così Cortinovis a provare ad accendere la luce in casa nerazzurra. Il filtrante del numero dieci orobico per Gyabuaa è però disinnescato alla perfezione dall'uscita bassa di Giuliani. Proprio il portiere giallorosso è poi chiamato agli straordinari una manciata di minuti più tardi. Discesa travolgente di Cortinovis che, dalla propria trequarti parte palla al piede per poi trovare un corridoio centrale per Piccoli. L'attaccante, da posizione defilata, cerca il destro ad incrociare ma Giuliani è ancora una volta perfetto. La Roma si scuote e non rimane a guardare. Là davanti l'undici di D'Andrea ha qualità e lo dimostra al quarto d'ora con Barbarossa ma il suo sinistro a giro si stampa sulla traversa con Gelmi che tira un sospiro di sollievo. Con Roma e Atalanta che non si risparmiano i minuti scorrono veloci. Nè una né l'altra però riesce a trovare il guizzo giusto per muovere un risultato che rimane così congelato sullo 0-0 alla fine di un primo tempo giocato su ritmi vertiginosi.



Riccardi della Roma © De CesarisStanchezza Il secondo tempo si apre con l'Atalanta che parte meglio anche grazie ad una Roma ora meno precisa in fase d'impostazione. D'Andrea, attento, corre subito ai ripari. Dentro Simonetti e fuori Cataldi con Riccardi ora “volante” davanti alla difesa così come contro il Vicenza. La Roma ne guadagna anche se l'Atalanta quando si distende fa paura. Dopo una ventina di minuti Gyabuaa si inserisce bene e dal fondo centra un rasoterra teso. In mezzo, ad un passo dalla linea di porta, non arrivano né Piccoli né Cortinovis. Poco prima della mezzora la stanchezza comincia però a farsi sentire anche in casa Atalanta. Prima gli orobici perdono un brutto pallone in difesa, con Greco che per poco non ne approfitta fermato solamente da un recupero in extremis di Finardi, e poi devono rinunciare ad un esausto Ghislandi, che lascia il posto ad un più muscolare Kichi N'Da per via dei crampi.



Qualità Nella parte finale del secondo tempo, con gli spazi che si fanno più invitanti, emerge la qualità dei singoli nerazzurri. Cortinovis e Traorè creano così non pochi grattacapi ai difensori della Roma ora sempre più costretta ad arginare le loro scorribande palla al piede. I capitolini dal canto loro però stringono i denti e si aggrappano alla partita grazie ai guizzi di Cangiano e alle sportellate di Barbarossa che però non riesce ad arpionare un paio di buoni palloni in area di rigore con i tempi regolamentari che rimangono ancorati allo 0-0 iniziale.


Una magia di Traorè piega la Roma © De Cesaris


Predestinato I supplementari si aprono con un paio di brutte tegole su D'Andrea. Il tecnico infatti perde Parodi e capitan Laurenzi per infortunio gettando nella mischia Carruolo e Coccia. Con la metà della difesa a freddo la Roma rischia ma Piccoli spara incredibilmente alle stelle solo davanti a Giuliani su un bell'assist di Gyabuaa. In chiusura del primo supplementare l'Atalanta trova la giocata giusta per accendere la finale. A cambiare la partita è probabilmente la stella più brillante di queste Final Eight: Traorè. Il classe 2002 riceve palla al limite, salta l'avversario in pressing, libera un sinistro che si insacca imprendibile sotto l'incrocio dei pali.



Il Duca si prende lo scudetto Il secondo tempo supplementare si apre con D'Andrea che prova il tutto per tutto gettando nella mischia anche Bouah e Di Bartolomeo. L'Atalanta però non impiega molto a prendersi gli ampi spazi che i giallorossi sono ora costretti a lasciare. Boafo è travolgente nel trovare il fondo e poi accentrarsi dalla destra saltando un paio di avversari. Il numero diciannove scarica su Cortinovis che si gira e scarica un destro smorzato dai difensori capitolini. Il pallone assume così una traiettoria beffarda che scavalca inesorabilmente Giuliani. Il Duca mette così il sigillo su una finale che, dopo il successo degli Allievi di Brambilla, regala così uno storico double all'Atalanta.