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Categorie: Nazionali - Under 16

Roma, la vendetta è un piatto che va servito freddo

Il 7-1 sul Benevento, oltre all'aggancio e al primato in classifica, porta con sé una miriade di significati. Sicuri di conoscerli tutti?



Evangelisti di testa @Cippitelli

Sette-a-uno. Vi ricorda niente? No? Chiedetelo ai tifosi della Roma e aspettatevi qualche sospiro di sofferenza. Per sedare un dolore che, nonostante il passare degli anni, continua rimanere vivo in fondo allo stomaco. Da ieri, però, e per fortuna aggiungeremmo, dalle parti di Trigoria questo punteggio non porterà alla memoria solo episodi negativi. Merito dell’Under 16 giallorossa che, per citare il pezzo del nostro inviato Alessandro Troisi, non solo ha vinto uno scontro diretto ma ha addirittura “riscritto la storia di questo campionato”. Procediamo per ordine

 

Goleada. Il 2019 dei ragazzi di mister Parisi è cominciato col botto: nessuno strascico da stravizi natalizi. Anzi. Se le grosse mangiate danno questo tipo di risultato, consigliamole ad ogni specialista che si occupa dell’alimentazione delle squadre di calcio. A parte gli scherzi, e il punteggio, larghissimo, con il quale i giallorossi hanno superato i loro pari età, è un altro il dato che fa davvero riflettere: le reti subite dal Benevento. Sei prima, tredici dopo. L’Agostino Di Bartolomei chiaramente. Ci spieghiamo: in una sola partita la Roma non solo ha costretto ai campani alla prima sconfitta stagionale ma anche bucato la porta di Diglio più volte di quanto era accaduto nelle dodici giornate precedenti.  

 

Vendetta. E pensare che il primo confronto tra Roma e Benevento era stato piuttosto traumatico: 4-0 per Formisano&Co. ed esordio in categoria da incubo per mister Parisi. Ma se è vero come è vero che la “vendetta è un piatto che va servito freddo”, i capitolini hanno atteso l’occasione propizia per prendersi la loro rivincita. E quale momento migliore se non l’inizio del girone di ritorno con tanto di aggancio in vetta? Senza dimenticare i gol all’attivo: quattro per i campani all’andata e sette per la Roma al ritorno. Quasi a manifestare una voglia infinita di rivalsa. Come per dimostrare che il match del 9 settembre non era stato altro che una falsa partenza. Non sarebbe servita una vittoria così larga (tra l’altro nemmeno la prima di questo campionato) per inserire la Roma nel novero delle formazioni più importanti di questa categoria. Sarebbe bastato guardare i risultati a partire dal match dell’Avellola: dieci vittorie e un solo pareggio, quello interno contro il Perugia. Un climax calcistico che non sembra aver sosta: il 7-1 sulle Streghe somiglia solo all’ennesima tappa di un percorso il cui traguardo appare ancora molto lontano.