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Stendardo e gli stipendi della A "Taglio solo in un caso"

L'ex difensore della Lazio, ora alla Luiss, è anche avvocato. In un intervento radio ha fatto un po' di luce sulla questione



Guglielmo Stendardo ©Torrisi

Ha 38 anni Guglielmo Stendardo ma sembra proprio non abbia intenzione di smettere. Da due stagioni infatti gioca con la LUISS dopo le ultime esperienze con Juventus e Lecce in Serie A, ma dentro i nostri confini l'avevamo già visto giocare con la maglia della Lazio sotto la guida di Delio Rossi. Oltre a muoversi al centro della difesa ha anche completato gli studi in giurisprudenza e quindi alterna al campo la sua veste di avvocato. E' proprio grazie alla conoscenza della materia che ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni su un tema molto dibattuto ultimamente, ovvero gli stipendi dei suoi ex colleghi del massimo campionato. Stendardo è intervenuto nella trasmissione radiofonica Laziali On Air ed ha fatto il punto della situazione "Siamo in attesa degli sviluppi della situazione e il campionato italiano è auspicabile possa riprendere, innanzitutto per salvare la sua regolarità. Terminarlo magari anche prorogando il termine dei contratti e posticipando la stagione, se non si giocassero tutte le partite previste dal punto di vista giuridico si dovrebbe affrontare un vuoto normativo. Ogni scelta della FIGC lascerebbe degli scontenti e quindi l'ideale, virus permettendo, sarebbe quello di chiudere regolarmente il campionato. Al momento, quindi, le società stanno guardando i loro bilanci e stanno proponendo delle misure. Si parla di 700 milioni di danni che dovranno essere ammortizzati e tra le proposte c'è anche la riduzione degli ingaggi. Per il momento che stiamo vivendo i giocatori che guadagnano un certo tipo di ingaggi farebbero una gran cosa, a livello morale, se autonomamente devolvessero una parte dei loro guadagni a scopi benefici. Oltre all’analisi morale devo fare però anche un’analisi giuridica, e a livello giuridico le ipotesi finora avanzate dalla Lega Calcio sono prive di fondamento. L’articolo 5 dell’accordo collettivo prevede la sospensione dello stipendio per violazioni contrattuali da parte del giocatore  Senza queste inadempienze la sospensione dello stipendio risulta priva di fondamento giuridico, altre azioni secondo l’articolo 13 dell’accordo collettivo porterebbero alla rescissione del contratto"