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Categorie: Calcio a 8

Totti decide il derby con la Lazio e si prende lo scudetto

Una punizione del capitano decide la finale e regala alla sua squadra il tricolore pochi giorni dopo avere vinto anche la Coppa Italia



La Totti Sporting Club vince lo scudetto

Il ritorno del Re. Proprio così, stavolta è legittimo partire dal finale di una serata che si è rilevata a dir poco emozionante per chi, come il sottoscritto, ha potuto assistere ad una finale scudetto magnifica tra la Lazio calcio a 8 e la Totti Sporting Club. Allo Sport City in via Portillo, sotto un cielo estivo ambrato e blu scuro che ha incorniciato la notte, nella Capitale, sono le 22.28, ossia il ventitreesimo del secondo tempo quando, Francesco Totti, rompe gli equilibri e consegna alla sua creatura e a Carlo Cancellieri, il primo scudetto di calcio a 8 della Totti Sporting Club che, con questo successo al cardiopalma, arpiona uno strepitoso double: scudetto-Coppa Italia.

La gara è stata meravigliosa, seppur a tratti nervosa e molto spezzettata; del resto la posta in palio era altissima ed in fondo, era un derby molto sentito, nella città eterna. Il primo tempo, scivola via tra il tatticismo sfrenato ed il pressing asfissiante portato avanti con successo da ambedue le parti. La Lazio tenta di scardinare la porta difesa da Santi tramite numerosi calci piazzati tentati da Palermo e Toscano, mentre la squadra capitanata da Totti cerca le vie centrali con i fraseggi stretti, proprio tra il campione del mondo e Antonio Floro Flores: ex tra le tante di Napoli, Udinese e Sassuolo.

Il secondo tempo si apre con una doccia gelata per i ragazzi di Cancellieri; Gianluca Toscano fa partire un bolide improvviso che si infila sotto il set, inchiodando il pur bravo Santi alla resa. I biancocelesti sembrano avere la gara in mano ma Floro Flores rompe gli indugi, lasciando tutti a bocca aperta attraverso una giocata sensazionale che riporta i suoi in parità. Il forte attaccante napoletano stoppa col petto la palla e sembra sia un controllo orientato errato il suo, in realtà è una scelta che lo porta a guadagnare un tempo di gioco sul suo marcatore, prima di articolare un diagonale radente fantastico col destro che vale, come detto, l’uno a uno parziale. Il match a questo punto sembra incanalato sul pari ma la conclusione è, appunto, romanzesca. Francesco Totti si incarica di battere una punizione centrale dai venti metri circa. Rincorsa e partenza sono le stesse dei tempi in cui indossava la maglia della Roma e della nazionale italiana, il destro che lascia partire è basso, intelligente e infido, oltre che estremamente potente; la sfera attraversa una selva di gambe, terminando il suo tragitto dove, nella mente del capitano, era logico andasse a finire: in rete. Al triplice fischio, grandi festeggiamenti in campo e fuori per la Totti Sporting Club che battendo comunque una Lazio encomiabile per molti aspetti, si cuce lo scudetto sul petto sotto lo sguardo sorridente di un Francesco Totti che ancora vive il suo sport, con gli amici, come un professionista, appunto, come il Re che a Roma sarà per sempre.