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Urbetevere, Stazi tuona: "È ripartito lo sciacallaggio"

Il vice presidente del club gialloblù denuncia un atteggiamento poco corretto di alcuni suoi colleghi nonostante il periodo di emergenza



Fabrizio Stazi ©Urbetevere

La giostra non è ancora ripartita ma le polemiche sì. Fabrizio Stazi, vice presidente dell'Urbetevere, ha denunciato alla nostra testata il comportamento scorretto di alcuni “colleghi” che nonostante il periodo di piena emergenza opererebbero in modo sleale: “Io le definisco azioni di sciacallaggio - afferma Stazi -  Vedere certi personaggi chiamare giocatori a destra e a manca anche in questo momento di difficoltà è davvero incredibile. A livello etico è una cosa di basso profilo ma anche il genitore in quarantena che si vede chiamare da uno sconosciuto per portare il bambino di 10 anni in una società “x” come dovrebbe reagire? Non si sa nemmeno quando torneremo nei centri sportivi...”. Secondo Fabrizio Stazi è arrivato il momento delle proposte: “Oggi anziché rubare i giocatori, dobbiamo innanzitutto sperare di tornare presto in campo, e poi bisognerà necessariamente pensare a come andare incontro alle famiglie in vista della prossima stagione. Insieme al presidente Claudio Cicchetti, l'Urbetevere ha deciso che i propri iscritti non pagheranno il kit di gioco, terremo lo stesso di quest'anno. Mentre per i nuovi sarà prevista una forte scontistica”. E per i club dilettantistici cosa cambierà? Stazi non ha dubbi: “Tantissime cose. E aggiungo che potrebbe non essere un male. Tutti gli impianti dovranno essere sanificati, pensate a quante strutture fatiscenti abbiamo incontrato durante la stagione che con tutta probabilità non rispettano minimamente le norme igienico-sanitarie. Dalla prossima stagione inizieremo a farci caso. E questo è solo un esempio”. L'emergenza coronavirus però colpirà inevitabilmente anche le società: “I club andranno incontro a tantissime spese e dovranno fare i conti con dei bilanci duri - continua Fabrizio Stazi - Molte società vivono di scuola calcio, c'è chi fa pagare mensilmente la quota e da febbraio non ha ricevuto più introiti. I genitori che hanno versato la quota annuale stanno chiedendo il rimborso dei mesi di inattività. Gli sponsor, le attività correlate al club come ristoranti, bar: sono tutte entrate mancanti. La nostra speranza è che la Federazione applichi delle misure giuste per dare una mano ai club dilettantistici. Non si conosce il domani eppure c'è chi pensa a rubare un calciatore del 2012 per formare una grande squadra di 'Primi Calci'. Sono disgustato”.