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Categorie: Promozione - Dilettanti

Vi presento la mia Top 11: le scelte di Andrea Pischedda

Sesto appuntamento con le parole e lo schieramento in campo dei protagonisti del torneo cadetto, tra aneddoti e tante partite vissute insieme



Pischedda al tiro ©Del Gobbo

Sempre pronto a gonfiare la rete ed in questa stagione con un peso di responsabilità in più arrivato da dicembre, che non ha scansato, ma lo ha esaltato. Andrea Pischedda è ormai da anni una certezza per il Fiumicino, ma nella sua carriera una fetta determinante, di crescita e successi, è legata al Tor di Quinto. Segue queste coordinate la formazione che l'attaccante rossoblù ha stilato, tra compagni ed avversari, con la solita dose di buonumore che lo accompagna sempre. "Difficile scegliere un modulo, ma penso di optare per un 4-3-3. Tra i pali non posso che schierare Luciano Molon, un autentico fenomeno. In difesa scelgo anche giocatori che hanno vissuto con me belle esperienze in via del Baiardo. A sinistra Paolo Frascatore, mentre a destra schiero uno dei miei compagni di oggi, Daniele De Franco. Per scegliere i difensori faccio un po' fatica...non mi stanno molto simpatici (ride ndr). Come coppia centrali punto sulla qualità di Manuel Andreani affiancato da Cristian Castelletti che ora non gioca più ed ha fatto grandi cose anche con la maglia del Ladispoli. Come regista, anche se l'ho visto nella parabola discendente della sua carriera punto su Gianluca Aversano al quale affianco Flavio De Maio e Michele Petroccia, unica scelta della mia formazione da avversario. Giocatore davvero di livello assoluto. A sinistra in attacco metto senza dubbio Lucas De Rossi. Un autentico fenomeno. Lo ricordo quando arrivò dalla Lazio e poi con il Tor di Quinto vincemmo due campionati di fila, uno con la formazione da sotto età nell'anno in cui la Juniores vedeva in campo i '91. Giocatore che aveva qualcosa in più e che era davvero imprendibile. A destra invece schiero Stefano Napoleoni, che per me quando ero al Tor di Quinto era un autentico idolo. Paolo (Testa ndr) lo faceva venire in allenamento e ci impressionava per i numeri che aveva. Come punta centrale la scelta è molto difficile, perché ho giocato con tanti attaccanti bravi e ne ho visti diversi con grandissima qualità. Alla fine però scelgo Mirko Forcina...sennò chi lo sente (ride ndr)" Per la panchina la domanda non l'abbiamo nemmeno fatta. "Chi posso scegliere se non Paolo" Lo chiama così, per nome, perché per lui, come per tutti noi, non era semplicemente un allenatore. 

Il 4-3-3 disegnato da Andrea Pischedda