Notizie
Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Vi presento la mia Top 11: le scelte di Matteo Federici

L'attaccante schiera un 4-3-3. Federico Dionisi comanda il tridente offensivo, ad Emanuele Mancini le redini del centrocampo



Matteo Federici esulta (©Conti)

Prosegue il nostro appuntamento settimanale con le Top 11 dei protagonisti del calcio laziale. Oggi tocca a bomber Matteo Federici, uno tra gli attaccanti più prolifici ancora in attività e che proprio quest’anno ha raggiunto quota 200 gol con la maglia dell’Eretum Monterotondo, per poi trasferirsi a dicembre alla Polisportiva Monti Cimini. Parola a lui. “Mi schiero con un 4-3-3 ed oltre ai titolari ho selezionato anche sei ipotetiche riserve. In porta c’è Carlo Alessandri, un carissimo amico d’infanzia oltre che un grandissimo numero 1. Come sostituto Daniele Corsi con cui ho giocato ad Alghero. Difesa a quattro con Danilo D’Ambrosio a destra. Al centro Luca Pannozzo e Davide Sentinelli, il primo mi è rimasto impresso sin dai tempi del Siracusa e non ho mai visto un difensore roccioso come lui, mentre il secondo credo che nessuno ha vinto tanto come centrale. A sinistra Michele Pagano che ho conosciuto in Serie D al Montevarchi. Un piede mancino fenomenale. A centrocampo, mezz’ala destra metto David Masciantonio, era davvero imprendibile e lo reputo il più forte nel suo ruolo nei Dilettanti. Al centro Emanuele Mancini. L’ha anche De Rossi e sono pienamente d’accordo con il fatto che non si capisce come non sia potuto arrivare in Serie A o B. Mezz’ala sinistra Akira Kobaishi, il primo calciatore giapponese e con cui ho giocato in Australia. Qualità, tecnica, corsa, ha tutto. Per le riserve del centrocampo metto Jammeh e Fiorentini. Passando al tridente d’attacco, a destra Rosario Maiella, abbiamo giocato insieme al Trapani in Serie D, a sinistra Gaetano Romano che conobbi a Siracusa e che considero l’attaccante più forte di tutti riuscendo a segnare ogni anno 35 gol, mentre al centro c’è Federico Dionisi. Già a 18 anni era immarcabile. In questo caso le riserve sono Danieli, Vittorini ed io, che con una formazione del genere possiamo serenamente accomodarci in panchina. Come mister scelgo senza dubbio Attilio Gregori. Nessuno come lui sa preparare la settimana e leggere la partita. Alessio Bianchi è invece il direttore sportivo che vorrei menzionare”.Le scelte di Federici