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Vis Aurelia, il ds Del Monte "Ritardi colpevoli dai vertici"

Il dirigente biancazzurro commenta l'immobilismo del calcio ed in particolare quello del mondo giovanile



Fabio Del Monte

Sono giorni di continua attesa per il calcio. Si attendono protocolli e misure per riprendere l'attività, ma si naviga a vista ed inizia a crescere il malcontento. Anche in casa Vis Aurelia si aspetta solo un segnale per tornare in campo, per riprendere gli allenamenti e ridare alla vita di tutti i giorni quel quid di normalità in più che stenta ad arrivare. L'attesa sta logorando anche Fabio Del Monte, direttore sportivo biancazzurro e tecnico dell'Under 17 “Come direttore sportivo pretendo che le istituzioni si esprimano al più presto, altrimenti andando avanti col tempo diventa difficile programmare la stagione. Le società ormai sono chiuse da tre mesi e questo è un danno economico irrecuperabile, bisognava decidere prima e prendersi maggiori responsabilità. Servono regole chiare sulle linee guida da seguire, siamo a giugno ed ancora non sappiamo nulla. E mettere insieme una stagione nel giro di due mesi non è facile. Certo, ci saranno società che sono più forti, anche economicamente, che avranno meno difficoltà nel ripartire, ma per realtà come la nostra sicuramente mettere insieme le squadre per la prossima stagione sarà molto complicato. Intanto stiamo lavorando sul mantenimento di tutti i ragazzi, poi avremmo anche voglia di migliorarci, ma non abbiamo contattato nessuno, aspetteremo ancora un po' prima di farlo. Nella mia etica c'è questo, da parte di qualche altra società invece no, dato che alcuni nostri ragazzi sono stati contattati per cambiare club. La Vis Aurelia ha atteso il miglioramento della situazione, mentre altri hanno sfruttato questa situazione. Tra l'altro non si può scegliere un ragazzo senza fare un minimo di scouting od osservando qualche torneo. Quel che però mi preme ribadire è che siamo stanchi dell'attesa. In questi giorni in qualsiasi parco si vedono ragazzi che giocano a calcio, come se nulla fosse, si vedono palestre riaperte, mentre in pratica non si può fare calcio in un centro sportivo dove ogni ragazzo sarebbe visionato e si potrebbero attuare quelle regole di distanziamento sociale utili allo scopo. Il ritardo delle istituzioni è davvero colpevole e credo che stia uccidendo lo sport più bello del mondo”.