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Categorie: Giovanili - UNDER 15 DIL.

Zagarolo, ecco il lieto fine: Mateo è di nuovo pronto

Dopo un gravissimo incidente ed il coma farmacologico il giovane talento prenestino ha riabbracciato il calcio



Ufficio dell’Atletico Zagarolo. I fogli, il computer, le liste, i regolamenti. La segretaria Dora che al telefono fa e disfa, combina e accoppia, scrive e cancella. I presidenti Nati e Parchetti giungono, dirigono e raddrizzano, pianificano i movimenti da attuare nell’arco della stagione, per offrire il meglio di cui dispongono ai loro preziosi ragazzi. Tra questi splende il talento di Mateo Danaj, giovane esterno romeno under 15: arriva in segreteria, viene accolto dal direttore sportivo Pinci che commosso assicura di avergli ritagliato uno spazio nel gruppo agonistico amaranto del prossimo anno.Mateo Danaj ed il direttore Pinci Mateo ha bisogno di qualche mese per ricarburare: è per questo che la preoccupazione di non poter trovare, a settembre, metri a disposizione vicino la linea del fallo laterale del ‘Mastrangeli’ lo angosciava; così tanto, da spingerlo a far sentire la sua presenza fisica nella saletta di progettazione della sua squadra d’appartenenza: “Sono qui, non è successo niente”. È successo invece tutto, qualche mese fa, con una potenza tragicamente filmica. Un film dal regista peraltro confuso: una tranquilla giornata felliniana, in cui il forno vende il pane, il bar fa il caffè e la copisteria le stampe, spezzata da un mezzo lanciato in velocità degno del più bravo Tarantino. Una vicenda difficile da raccontare, per la bellezza del suo finale, per la crudeltà dell’inizio. “Non è successo niente, se sono qui” – tuttavia. Nel racconto Mateo è sciaguratamente la vittima. Quel mezzo in corsa, mentre il fruttivendolo sta vendendo la verdura, a un paio di chilometri dal campo sportivo, gli si abbatte contro, gli sradica il braccio sbattendo il ragazzo sul lettino del Policlinico Umberto I in coma farmacologico, per tre settimane. Poi quattro interventi chirurgici, per rimettere l’arto al suo posto e aggiustare lesioni presenti sul viso. Alla fine il risveglio, liberatorio ma con una preoccupazione: potrò giocare ancora? Non è certo il primo pensiero della mamma di Mateo che, comunque, tornata a respirare, si sforza premurosa di mantenere il filo diretto e costante con l’Atletico Zagarolo e con il direttore Pinci dando la notizia che il giovane è di nuovo in piedi e che vuole far visita alla sua società. Il colloquio ondeggia su un mare di emozioni: “A Natale tornerai sulla tua fascia” – promette Pinci a Mateo – “e sarà per tutta la famiglia amaranto il regalo più grande mai auspicato”. Ora è tempo di riposo per la rasserenata ala che deve medicarsi le sue, di ali; poi verrà anche il tempo di tornare a correre con i compagni e di suggerire il passaggio in verticale al terzino del suo lato. È sicuro che ci sarà un braccio alzato al cielo, a dicembre, per festeggiare un gol come si festeggiava prima dell’incidente: “Gioco, segno, vivo. Lo vedete che non è successo niente?”